Truffa all'assicurazione: 53 arresti a Palermo

Periti, medici e clienti palermitani avrebbero creato un'associazione con cui inscenare falsi incidenti e truffare le assicurazioni. La Procura li ha smascherati.

a:2:{s:5:"pages";a:3:{i:1;s:0:"";i:2;s:44:"Il video di un controllo di Polizia superato";i:3;s:38:"Un metodo per non pagare tasse e multe";}s:7:"content";a:3:{i:1;s:5163:"incidente_stradale

La Procura di Palermo ha messo sotto inchiesta 53 fra periti, medici e clienti, accusati di confezionare incidenti a tavolino con l’obiettivo di truffare le compagnie assicurative. Le indagini sono scattate nel 2010, dopo la segnalazione di un investigatore privato. L’uomo – come riportato dal sito Live Sicilia – fu incaricato da una compagnia assicurativa di indagare nel merito di un incidente parso fin da subito sospetto, episodio che lo rese vittima di pressioni e minacce: gli autori delle stesse volevano mantener nascoste le irregolarità.

L’investigatore però si è rivolto alle Fiamme Gialle, che hanno sequestrato computer e documenti relativi ad una settantina di incidenti stradali. Il materiale era contenuto all’interno di uno studio di infortunistica, a Palermo, gestito da padre e figlio. I finanzieri hanno avuto bisogno di anni prima di ricostruire tutti i sinistri. E’ emersa una verità allarmante, che mette in luce un'altra deplorevole pratica con cui macchiarsi di una truffa: c'è chi manomette le targhe delle vetture e chi manipola i referti.

La presunta banda per prima cosa scaricava da internet le fotografie di macchine incidentate e poi cambiava le targhe. Un lavoro per nulla difficile per chi ha una buona padronanza del pc. Nel corso indagini delle sarebbe saltato fuori il ruolo di un infermiere dell'ospedale Buccheri La Ferla, impegnato nella ricerca di “medici e paramedici compiacenti per la redazione dei falsi certificati”.

Le pratiche taroccate sarebbero state completate in collaborazione con il titolare di uno studio. Bisognava però procacciare clienti disponibili a stare al gioco illecito. Un compito che sarebbe stato garantito da quattro indagati. Quando bisognava alzare la posta in gioco, simulando anche danni fisici, decisivo sarebbe stato l'aiuto di un infermiere in pensione e di un medico radiologo

I clienti avrebbero intascato da poche centinaia a migliaia di euro. Alcuni avrebbero poi fornito la propria disponibilità a figurare come parte lesa in più incidenti, magari sfruttando fratture e guai fisici rimediati altrove. Live Sicilia riporta l’esempio di una ragazza che non sapeva neppure a quale piede doveva dichiarare di aver subito un trauma.

Foto | Bra Notizie

Auto di lusso con targa dell’est: sono in vendita anche su eBay

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Proseguiamo il nostro viaggio nel crescente fenomeno delle auto di lusso con targa dell’est nelle città italiane, per cercare di evitare le multe, risparmiando anche su bollo ed assicurazione. La scorsa settimana vi avevamo proposto il video di un controllo superato di Polizia ed il racconto di un ‘venditore’ sul come intestare la vettura ad un residente in un paese dell’Est, ma può anche non servire cercare il prestanome, visto che sono numerose le auto in vendita già targate e si possono trovare anche online, sul famoso sito di annunci eBay.

La ricerca non richiede particolari capacità, se non avere un computer connesso ad internet, andare nella sezione annunci, mettere categoria Auto ed inserire ‘targa bulgara’ (o romena, ecc..) nel campo ‘cosa cerchi’. Ad esempio, troviamo un annuncio per una Mercedes Classe S 320 del 2005, al prezzo di 10.999 euro, oppure per una Jaguar X-Type 2007 in cui viene enfatizzata la targa bulgara in maiuscolo e con punto esclamativo, o per una Jeep Grand Cherokee 2003 con “350 euro annui di assicurazione/revisione/bollo, senza l'obbligo di viaggio all'estero”.

Stessa situazione anche “cambiando stato” e passando dalla Bulgaria alla Romania, visto che sono anche in questo caso numerosi gli annunci di auto in vendita già con targa romena, non solo di lusso, ma anche normali utilitarie, come una Ford Fiesta del 2002 a 3.000 euro trattabili, oppure una Opel Astra del 2006 sempre allo stesso prezzo. E così via da Mercedes a BMW, da Ford ad Alfa Romeo, quasi per ogni prezzo e gusto.

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Il video di un controllo di Polizia superato

Una settimana fa vi abbiamo parlato del fenomeno crescente delle auto di lusso con targa dell’est nelle città italiane, con lo scopo di evitare di pagare tasse, multe e saltare i controlli fiscali. Non tutte le vetture con questo tipo di targa ovviamente sono fuorilegge, ma una parte consistente lo è ed oggi vi proponiamo un video, tratto da Euronews, in cui viene mostrato come viene superato un controllo di Polizia da parte di una di queste automobili con targa straniera: in particolare si tratta di un’Audi targata Romania.

Il conducente è residente in Italia, precisamente a Saronno (provincia di Varese), e mostra tranquillamente i propri documenti e quelli della vettura. “Il veicolo non risulta intestato al conducente – spiega l’agente, dopo aver effettuato i controlli – pertanto questa situazione non è riscontrata e non c’è infrazione”. E, dunque, la Polizia lascia ripartire l’automobilista, senza poter notificare alcuna contravvenzione.

Come avevamo spiegato, però, serve un prestanome per intestare la vettura ad un residente in un paese dell’Est. Qualcuno ha propri parenti o amici, ma non è particolarmente complicato riuscire nella ‘missione’ anche senza alcun contatto diretto con quelle zone. Lo spiega proprio un ‘venditore’, come questa truffa può andare in porto senza troppe difficoltà: “Io ti trovo uno zingaro e gli dico, ti do 100 o 200 euro ed intestiamo la macchina a te. Avendo l’assicurazione, la macchina può essere utilizzata subito”. Ed il gioco è fatto.

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Un metodo per non pagare tasse e multe

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Chi percorre abitualmente le strade di Milano o Roma sicuramente l’avrà notato: aumenta sempre più la circolazione di auto premium con targa dell’est europeo. E la maggior parte degli automobilisti non ha nessun tratto fisico riferito a quei paesi, ma sono al 100% italiani. Si tratta di un fenomeno sempre in forte aumento, in particolare nelle grandi città, ed è una truffa ai danni dello stato italiano. Come fare? Serve un prestanome residente nel paese in cui viene immatricolata la macchina ed il gioco è fatto.

Circolare in Italia con un’auto con targa estera permette benefici importanti per il truffatore: in primis, non c’è da pagare il bollo sulla vettura, un risparmio non indifferente per le auto di grossa cilindrata. Poi non è necessario fare la revisione delle proprie vetture, presentare il ‘bollino blu’ (la certificazione di controllo dei gas di scarico) e non si è nemmeno sottoposti ai controlli fiscali per i premi sull’imposta di possesso. Poi c’è un altro capitolo importante, quello relativo alle multe ed alla patente.

A meno di una constatazione immediata dell’infrazione, gli automobilisti senza targa italiana non sono sottoposti a revoca, sospensione della patente o sottrazione dei punti. E , per quanto riguarda la multa, è molto probabile non venga notificata o arrivi in ritardo, per la difficoltà delle autorità nel risalire con immediatezza all’intestatario del veicolo. Dunque, una serie di ‘vantaggi’ che costano migliaia di euro alle casse dello Stato. Il ministro Lupi, nelle scorse settimane, ha parlato del nuovo accordo europeo per scambiare informazioni sulle infrazioni del codice della strada: basterà per fermare questo fenomeno?

Foto Getty Images";}}

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