Il nostro lettore Daniele Pelligra immagina una Formula 1 dotata di cockpit

Il nostro lettore Daniele Pelligra interviene nel dibattito relativo alla presenza di un cupolino sulle Formula 1. L'impatto estetico non è così sconvolgente, ma restano le preoccupazioni delle scuderie.

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L’incidente occorso a Jules Bianchi ha portato il mondo della Formula 1 ad interrogarsi nuovamente sul tema della sicurezza. In particolare Fernando Alonso si è domandato perché ancora nel 2014 l’ipotesi di un cupolino venga considerata tabù, nonostante a suo dire siano disponibili la tecnologia e gli esempi da cui trarre ispirazione. Una risposta è stata fornita da Motorsportblog.

Nell’ottobre 2013 i rappresentanti della FIA hanno fornito l’appoggio necessario ai team per iniziare le discussioni a proposito di un cockpit fisso da installare a difesa del pilota, ma le scuderie non si sono mostrate altrettanto flessibili: a loro avviso un cupolino ha il difetto di rendere le monoposto sgraziate e poco avvenenti. In quell’occasione venne poi stabilito che le vetture impiegate in Formula 1 sarebbero rimaste di tipo open-cockpit, cioè sprovviste di un elemento a protezione della testa del pilota.

Questa decisione venne assunta nonostante l’efficacia di un protezione sia comprovata: un test svolto direttamente della FIA mostrò come un cupolino abbia resistito alle sollecitazioni determinate da una ruota pesante 20 chili sparata a 225 km/h. Affrontiamo oggi l’argomento perché il nostro lettore Daniele Pelligra ha immaginato l’aspetto di una monoposto chiusa, equipaggiata con una traversa di rinforzo sulla quale è montato un pannello in poli-carbonato. Cosa ve ne pare? Siete favorevoli all’introduzione di un rinforzo supplementare?

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