Nemmeno le urgenze giustificano i medici dal parlare al telefono senza auricolare

Non è stato accolto il ricorso di una specializzanda, fermata dai Vigili mentre era al telefono con il suo primario. La telefonata era nel merito di un caso urgente.

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La Corte suprema di Cassazione ha respinto il ricorso di una specializzanda in cardiologia, vistasi elevare una contravvenzione mentre parlava al telefono senza auricolare. Tania S, di Padova, è stata pizzicata quando guidava su un viadotto senza corsia di emergenza. In quel momento però la donna stava rispondendo alla chiamata del suo primario, che le chiedeva informazioni nel merito di una paziente in gravi condizioni. I giudici hanno decretato che

la situazione nella quale si è trovata la specializzanda non integra una situazione di fatto a sostegno dell’operatività di una esimente reale o putativa

Per questo motivo si è vista confermare la sanzione comminatale dai Vigili Urbani per infrazione alle norme del codice della strada sull’uso del telefonino. C’è di più: il Mattino di Padova scrive che alla donna si può rimproverare la mancata predisposizione dell'auricolare o del vivavoce, nonostante fosse consapevole di poter ricevere telefonate per casi clinici urgenti.

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