Carcere a vita per i manager disonesti? Negli USA ci pensano

Claire McCaskill sta lavorando ad una proposta di legge che aumenti le pene nei confronti dei manager disonesti: in caso di decesso, una campagna di richiamo posticipata può essere sanzionata con l'ergastolo.

Claire McCaskill

Una senatrice statunitense ha proposto di inasprire le sanzioni per quei manager che volontariamente posticipano o non intervengono per lanciare campagne di richiamo. Claire McCaskill, 60enne, del partito democratico e già candidata governatrice del Missouri, vuole introdurre una legge che punisca con l’ergastolo i dirigenti colpevoli di ignorare la gravità dei difetti riscontrati sulle automobili di cui sono responsabili.

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Il Motor Vehicle and Highway Safety Enhancement Act “attribuisce alle procure federali maggiori poteri in fase di indagine ed incrementa la gravità delle pene, inclusa la possibilità di riconoscere l’ergastolo per quelle violazioni che si traducono nella morte”. Le case automobilistiche verranno punite allo stesso tempo con una sanzione massima di 25.000 dollari per veicolo richiamato; la proposta di legge non dimentica nemmeno di aiutare l’ente nazionale per la sicurezza stradale (NHTSA), i cui fondi verranno raddoppiati nel giro di sei anni.

McCaskill vuole stringere le fila e responsabilizzare ulteriormente le case automobilistiche, nella speranza di evitare episodi come quello per cui è sotto indagine General Motors: 2.6 milioni di vetture sono affette da un problema al blocchetto d’accensione e rischiano di spegnersi anche quando sono in movimento, determinando in tal modo il black out della servo-assistenza ei freni e dello sterzo. Per questo problema sarebbero morte 13 persone.

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