BMW Group: in futuro tutti i modelli basati su 2 piattaforme

La razionalizzazione del numero di piattaforme interessa anche costruttori come Volkswagen, Mercedes, Jaguar e Volvo.

BMW Vision Future Luxury

BMW si prepara ad introdurre sul mercato la nuova Serie 7: l’ammiraglia della casa bavarese sarà commercializzata nel corso del 2015 e porterà al debutto la nuova piattaforma costruttiva per vetture a trazione posteriore della casa dell’elica. Denominata “35up”, si distinguerà per un peso contenuto e sarà progressivamente adottata su Serie 5, 6, 3, 4 e sulle derivazioni dei suddetti modelli. Nello specifico la nuova Serie 7, che sarà ispirata nello stile alla Vision Future Luxury Concept (in foto), dovrebbe adottare una carrozzeria in alluminio e fibra di carbonio in luogo di quella odierna, realizzata in acciaio: tetto, cofano motore e cofano bagagli saranno realizzati in CFRP, composito su cui a Monaco puntano molto per il futuro.

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In futuro, non è più una novità, sarà estesa anche la presenza di modelli BMW a trazione anteriore: dopo la Serie 2 Active Tourer, sarà la volta della terza generazione di Serie 1, proposta con carrozzeria a 3 e 5 porte. Sotto entrambe la piattaforma costruttiva “tuttavanti” UKL, condivisa col resto della gamma Mini. La razionalizzazione del numero di piattaforma costruttive è ormai diventata fondamentale per i costruttori nell’ottica di ammortizzare i costi di sviluppo e massimizzare i profitti. Non è un caso che Mercedes costruirà presto la sua sterminata gamma su appena 4 architetture, contro le 9 di appena 5 anni fa. Nei piani della casa della Stella c’è la volontà di scavalcare nelle vendite Audi e BMW con ben 30 nuovi modelli commercializzati entro il 2020.

Volkswagen è stata antesignana nella massimizzazione delle economie di scala, con i pianali MLB ed MQB (per applicazioni con motore montato longitudinalmente e trasversalmente), vere e proprie colonne dorsali su cui è plasmata l’offerta dei marchi Audi, VW, Skoda, Seat ed in parte Porsche. Volvo si appresta a fare qualcosa di simile con la propria Scalable Platform Architecture. Il gruppo Jaguar-Land Rover ha invece sviluppato una nuova piattaforma modulare in alluminio, composto per più del 75% in alluminio, che farà da ossatura ai futuri prodotti della multinazionale inglese di proprietà indiana: la prima applicazione la vedremo sulla Jaguar XE.

Approfondisci: la piattaforma EMP2 di PSA

Alfa Romeo sarebbe invece alle prese con lo sviluppo dello chassis “Giorgio”, sul quale saranno sviluppate la Giulia ed una berlina di segmento E. Senza contare la piattaforma costruttiva EMP2 di PSA, acronimo di Efficient Modular Platform 2, sulla quale verranno assemblate auto di segmento C e D di Peugeot e Citroen. Renault e Nissan di affidano invece alla CMF con cui i due costruttori hanno stimato di poter ridurre i costi ingegneristici di circa il 30/40%.

Approfondisci: la piattaforma CMF di Renault-Nissan

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