Mulally da Ford a Google: è solo "Google Car"?

Mulally lascia Ford per approdare in Google: quale sfida lo aspetta?

Ford CEO Alan Mulally Rings The Opening Bell At New York Stock Exchange

Qualcuno aveva creduto davvero che Alan Mulally, il più eclettico e poliedrico manager del vecchio e nuovo secolo, avesse lasciato con sei mesi di anticipo la sua poltrona al vertice della Ford per andare a pescare le trote come fanno gli americani in pensione? Personalmente, io no.

Ho avuto il privilegio di conoscerlo un po' negli ultimi otto anni, abbastanza per capire che la passione per il suo lavoro “di esploratore del futuro” non gli avrebbe ma consentito di rinunciare a nuove occasioni. Pensate, evidentemente, e programmate giocando d’anticipo, tanto da spiazzare tutti in soli otto giorni dalla sua uscita da Ford.

Google CEO Larry Page holds a press annoEd eccolo infatti, da mercoledi 9 luglio nella veste del tutto inaspettata di nuovo membro del CDA di Google inc., accolto come un Messia dall’intero consiglio di amministrazione e in particolare dal CEO Larry Page. Un ulteriore colpo di scena, dunque, dopo il rifiuto di Mulally, lo scorso anno, di assumere la leadership di Microsoft. E doppia vittoria quindi per Google che già assapora il contributo di esperienza in termini di business e di tecnologia dell’ex CEO della Boeing Commercial Airplanes e salvatore della Ford in soli otto anni.

Non era una notizia da poco ma, curiosamente, è arrivata un po'in sordina con una settimana di ritardo cogliendo di sorpresa perfino la stampa che l’ha accolta con un certo distacco. Un manager che lascia un’azienda e si trasferisce in un’altra, in fondo, è cosa all’ordine del giorno soprattutto di questi tempi. E poiché Alan il prossimo 4 agosto compirà 69 anni, la nomina sembra essere stata interpretata come una posizione più o meno onorifica e di immagine per l’azienda che l’ha assunto.

Sono certo che sia e sarà l’esatto contrario: un "atterraggio" soft, senza inutili clamori per avviare un processo di integrazione strategica e ripartire quindi con i suoi ritmi abituali di leader indiscusso qual è. E’ l’opinione espressa da Jeffrey Sonnenfeld, decano della Scuola di Management della università di Yale:

Mulally ha molto da portare a Google perché è un ingegnere degli ingegneri con una grande sensibilità verso l’innovazione. Quel che serve per farci scoprire che non ci sono limiti agli obiettivi che Google si propone di raggiungere.

Ancora una grande sfida per Mulally, quindi, ma di quale portata? La risposta più banale porterebbe dritta al più ampio sviluppo della “Google car” l’auto che si guida da sola per risolvere i problemi del traffico e della sicurezza, su cui l’azienda sta puntando molto in rivalità con i costruttori automobilistici.

Chairman and CEO of the Renault-Nissan AProprio giovedi scorso Carlos Ghosn, CEO di Nissan, ha dichiarato:

Le nuove tecnologie, che saranno introdotte nei prossimi quattro anni e comprendono i sistemi di gestione della guida su strade multicorsia e del traffico in autostrada, dimostreranno ai consumatori l'efficacia e il valore dei sistemi di guida automatica, che Nissan intende commercializzare entro il 2020.

E com’è noto Ghosn non è il solo su questa rotta. Non c’è dubbio quindi che la Google Car sarà “guidata” d’ora in poi da Mulally, ma non dobbiamo lasciarci ingannare dall’aspetto più facile e immediato. I sogni di Google sono molto più ambiziosi, perfino inquietanti, almeno quanto sono senza limiti le visioni del futuro tecnologico di Mulally.

Google: il futuro a portata di Mulally


di Gianluca Pezzi

Google Opens New Berlin Office

Un "car guy" nel consiglio di amministrazione di Google? Perchè no? Oppure, se preferite, perchè si? Devo ammettere che a suo tempo avevo espresso proprio a Claudio Nobis le mie perplessità sull'arrivo di Alan Mulally in Microsoft. Come avrebbe potuto un uomo con esperienza nell'industria "pesante", riuscire a lavorare in una azienda che già nel nome "soft" ha espresso il proprio manifesto? Che ruolo avrebbe potuto avere? Rilancio di un sistema operativo? Servizi cloud? Telefonini? Sarà, ma Mulally alle prese con Windows Phone è una immagine che mi suona ancora oggi stonata.

La musica cambia con Google, perchè Google è qualcosa di più di una semplice azienda. E' innovazione allo stato puro, avendo però alle spalle la potenza di fuoco di una vera e propria industria. Dispone di mezzi finanziari al pari di Boeing o Ford. Quello che vuole, lo crea o lo compra. Microsoft non è da meno, sia chiaro, ma da sempre Google ha rappresentato la fantasia al potere. Google ha cambiato la storia dei motori di ricerca, delle email, delle mappe satellitari e dei telefonini, tanto per citarne qualcuno. Non sono riuscito ad avere il numero esatto dei progetti attivi, perchè spesso integrano la tecnologia in altri campi, come quello aerospaziale o medico. In alcuni casi si tratta di follie, come l'Ascensore Spaziale dalla Terra alla Luna, ma che danno l'idea di come Google sia aperta a qualsiasi idea, pur bizzarra che sia. Se vogliamo, il problema nasce quando su 100 progetti finanziati, uno si rivela davvero geniale. Perchè in questo caso Google diventa monopolista assoluta del settore che lei stessa ha creato, alimentando quella preoccupazione, assolutamente condivisibile, citata da Nobis.

Avendo così tanta carne al fuoco, un manager come Mulally in Google non può che fare bene. Entrato in Boeing nel 1969, ha visto ed è stato protagonista in prima persona del futuro dell'aviazione. Arrivato in Ford nel 2006 ha imposto, vincendo, la propria visione del futuro dell'industria dell'automobile. Potremmo definirlo come un uomo che trasforma le idee in realtà: quale miglior manager potrebbe desiderare Google?

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