Pirelli: la sicurezza degli pneumatici

La sicurezza stradale è data in gran parte dagli pneumatici: ecco come viaggiare più sicuri controllando le nostre gomme.

Pirelli: la sicurezza degli pneumatici

Spesso è un particolare che si trascura pur essendo una delle componenti più importanti dell'automobile. Stiamo parlando degli pneumatici, l'unico punto di contatto che ha la nostra auto con l'asfalto. Proprio per questo motivo la sicurezza stradale viene data in gran parte dalle gomme che, per funzionare al meglio, devono essere controllate e mantenute in ottimo stato. Pirelli ci ha invitato sulla sua pista prove di Vizzola Ticino, a nord di Milano, dove abbimo potuto scoprire i pericolosi effetti causati da una cattiva manutenzione degli pneumatici. A supportare i tecnici del marchio italiano a Vizzola c'erano anche alcune pattuglie della Polizia che ci hanno mostrato come vengono effettuati i controlli illustrando anche alcuni allarmanti dati sulle condizioni di usura e di manutenzione degli penumatici dei guidatori italiani.

Proprio la Polizia svolge un ruolo fondamentale per la sicurezza stradale, controllando gli pneumatici delle vetture e multando chi non è in regola con il codice della strada. Solo nei primi cinque mesi del 2014 la Polizia Stradale ha rilevato ben 12.571 infrazioni legate agli pneumatici. Non succede infatti di rado, come ci hanno raccontato gli agenti della Polizia, di trovare persone con quattro pneumatici diversi per marca, modello o misura, oppure con gomme particolarmente usurate o non omologate per il veicolo. Ciò potrebbe causare perdite di controllo dell'auto dovute allo sbilanciamento in frenata, ma è sufficiente un tratto di asfalto bagnato per far perdere il controllo di un'autovettura. Il consumo degli pneumatici è fondamentale per drenare in maniera ottimale l'acqua, con Pirelli che ce lo ha dimostrato facendoci confrontare due Audi A6 3.0 TDI Quattro. La prima, con pneumatici usurati, ma con un battistrada profondo 2.5 millimetri e ben al di sopra del limite di legge di 1.6 millimetri, perdeva totalmente il controllo a 80 chilometri orari su asfalto bagnato con 7 millimetri d'acqua, cosa che invece non succedeva con pneumatici in buono stato.

Guarda le foto del test Pirelli sulla sicurezza degli pneumatici

Molto pericoloso anche l'utilizzo di pneumatici differenziati per asse, sia che si montino gomme diverse, sia che lo stato di deterioramento non sia uguale tra i due assi. Per dimostrare ciò, Pirelli ci ha fatto provare una BMW 318d equipaggiata con quattro pneumatici nuovi contrapponendola ad un modello identico con gomme nuove all'anteriore ed usate al posteriore. Spesso accade che chi sostituisce gli pneumatici sostituisca le coperture di un solo asse, mettendo le gomme nuove davanti e quelle già usate dietro. Con una vettura a trazione posteriore come nel nostro caso, la perdita d'aderenza della coda dell'auto avviene a velocità ridotte e, se non si è in grado di controllare l'improvviso sovrasterzo in maniera corretta, la totale perdita di controllo del veicolo risulta inevitabile. Con penumatici nuovi su entrambi gli assi le perdite d'aderenza sono molto più progressive e regolari, oltre ad avvenire a velocità molto più elevate, permettendo un controllo molto più facile del veicolo anche su fondi particolarmente scivolosi.

Oltre allo stato di usura però è importantissimo controllare anche il corretto gonfiaggio di ogni singolo pneumatico. Gonfiando troppo, o troppo poco, una gomma, essa perde punti di contatto con l'asfalto, riducendo la tenuta e diminuendo la sicurezza di guida. Oltre a questo, se si marcia con pressioni troppo basse, si arriva a consumare fino al 3% in più di carburante, riducendo di un quarto la vita del treno di pneumatici. Pirelli ci ha messo a disposizione delle Volkswagen Tiguan con le quali fare delle prove di frenata su asfalto bagnato: davvero sensibile la differenza di guida in curva tra uno pneumatico alla pressione corretta ed uno con soli 0.7 bar di pressione in meno. I Pirelli Scorpion Verde alla giusta pressione, 2.2 bar, frenavano da 90 chilometri orari in meno di 30 metri su fondo bagnato, contro gli oltre 32 di quelli gonfiati a 1.5 bar: metri che possono fare la differenza.

Per completare i casi di pericolo, Pirelli ci ha fatto anche provare delle Volvo V40 con pneumatici sgonfi e consumati. La tenuta in curva estremamente scarsa sul bagnato veniva accompagnata da fenomeni di scivolamento in accelerazione, per non parlare delle frenate, decisamente lunghe ed inconsistenti. Oltre a questo rollio e beccheggio erano largamente accentuati, con l'auto che si scomponeva in maniera impulsiva ed imprevedibile. Al contrario con gomme nuove alla giusta pressione la guida era precisa e piacevole, con l'auto che proponeva ottime doti d'aderenza anche nelle curve più strette.

Cosa c'è da fare quindi per viaggiare sicuri? Innanzitutto controllare lo stato dei propri pneumatici misurando l'altezza del battistrada, ma anche semplicemente guardando il livello di consumo in proporzione ai Tread Wear Indicator, quei rialzi nelle canaline centrali degli pneumatici moderni che permettono di capire immediatamente lo stato di una gomma. Avere pneumatici in buone condizioni però non basta: bisogna infatti tenerne monitorata la pressione , gonfiandoli o sgonfiandoli a seconda del carico della vettura controllando sempre che la pressione corrisponda con quanto indicato dal costruttore del veicolo.







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