Peugeot 2008 DKR: si prepara al Dakar Rally 2015

I suoi assi nella manica sono la trazione posteriore ed un potente motore turbodiesel.

La Peugeot 2008 DKR, prototipo da competizione presentato ad aprile, ha posato per la prima volta le sue ruote sullo sterrato: la vettura da competizione della casa del Leone segna il ritorno del costruttore transalpino al Dakar Rally dopo un assenza di un quarto di secolo. Il prototipo a 2 ruote motrici ha affrontato la prima sessione di test condotto da Carlos Sainz che, assieme a Stéphane Peterhansel (11 volte vincitore della gara, di cui cinque con le auto) e Cyril Despres (5 volte vincitore tra le due ruote, l'ultima nel 2013) saranno i piloti designati da Peugeot per la Dakar 2015.

"Quando entri nel mondo del rally cross-country, la prima domanda da farsi è se si ha intenzione di correre con una vettura a quattro ruote motrici o solamente a due. Dopo uno studio dettagliato della questione, abbiamo deciso di adottare una trasmissione con due sole ruote motrici, perché riteniamo che presenti una serie di interessanti vantaggi" ha spiegato Bruno Famin, direttore di Peugeot Sport. Certo è che nelle ultime 13 edizioni della gara è sempre stata una 4x4 a trionfare.

Ma Peugeot ha deciso di affidarsi alla sola trazione posteriore, come ha sottolineato il responsabile del progetto Jean-Christophe Pallier: "Con le due ruote motrici è possibile realizzare delle vetture significativamente più leggere rispetto alle 4x4. Inoltre ci ha consentito di utilizzare delle ruote più grandi, che permettono di copiare meglio il terreno e di ridurre al minimo lo sbalzo anteriore: praticamente la 2008 DKR è in grado di scalare delle pareti verticali. E non è tutto, perché l'escursione della sospensione è molto maggiore, 460 millimetri contro 250, migliora la capacità di superare in scioltezza le dune e sui fondi irregolari. Una risorsa chiave in una gara come la Dakar".

La 2008 DKR è costruita su un telaio in tubi d’acciaio, ricoperto da una carrozzeria in fibra di carbonio. Il sistema sospensivo a quadrilateri si affida a due ammortizzatori regolabili e due molle per ogni ruota. L’impianto frenante vanta dischi ventilati da 355 mm, ospitati entro cerchi 17x8,5 che calzano pneumatici Michelin 37/12,5x17. Il motore? Un 3.0 V6 bi-turbodiesel montato in posizione centrale-posteriore: eroga 340 CV di potenza ed 800 Nm di coppia motrice. La velocità massima dichiarata è di 200 km/h, raggiunta grazie anche al cambio sequenziale 6 marce disposto in posizione longitudinale.

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