Cruise: la start-up batte Google e mette in vendita il kit per la guida autonoma

Cruise, una start-up americana, ha messo sul mercato un kit per muoversi nel traffico senza bisogno di guidare, anticipando la tecnologia elaborata da Mountain View.

Non è un'automobile a totale guida autonoma, ma è un passo importante verso il futuro dell'automobilismo. E non è Google a metterla sul mercato, nonostante negli ultimi anni il colosso di Mountain View abbia pubblicizzato e lavorato alacremente attorno al suo autonomous vehicle.

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La Cruise è una società giovane, creata da un gruppo di otto persone, che ha sfruttato parte del lavoro fatto da Google per creare un kit aftermarket da montare sulla propria automobile per renderla “indipendente”. Un kit dal costo di 10mila dollari, che sarà in vendita da lunedì prossimo, con i primi 50 esemplari che verranno montati a inizio 2015.

Il kit, al momento, può essere installato solo sulle Audi più moderne e il software copre solo la zona delle superstrade di San Francisco Bay, ma i tecnici di Cruise stanno lavorando per ampliare velocemente la copertura territoriale e i modelli che potranno utilizzare il kit.

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Come detto, la giovane start-up ha ammesso che il lavoro fatto da Google negli ultimi anni li ha aiutati tantissimo, sia per quel che riguarda la presa di coscienza del pubblico della possibilità di avere automobili a guida autonoma, sia per quel che riguarda la legislazione, sia – ovviamente – per la tecnologia. Ma come funziona il kit?

Montato sull'auto, grazie alle cartine inserite nel software, il kit della Cruise segue la strada curvando autonomamente, restando nella carreggiata e accelerando o frenando in caso di traffico. Negli ultimi mesi dall'azienda sono stati effettuati diversi i test che hanno dimostrato le capacità del sistema di muoversi sulle strade e nel traffico senza problemi.

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Ma la Cruise ammette che, anche se il suo kit permette la guida autonoma, chi sta dietro al volante potrà rilassarsi, ma non troppo. Un controllo costante sulla strada, sui possibili ostacoli e pericoli è comunque necessario, perché il kit non è perfetto ed è migliorabile. Questo è il motivo per cui Google ha perso la corsa a mettere gli autonomous vehicles sul mercato. Il colosso di Mountain View, infatti, ha annunciato che modelli vendibili saranno a disposizione non prima del triennio 2017/2020, con ancora molti passaggi e migliorie da fare.

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