BMW Serie 4 Gran Coupè: primo contatto

L'ultima creazione di Monaco eredita le linee, eleganti e sportive, della Serie 4 Coupè; e vi aggiunge la versatilità delle 4 porte ed un comodo portellone di carico per il bagagliaio.

BMW Serie 4 Gran Coupè

A primo impatto la Serie 4 Gran Coupè non avrebbe molto senso di esistere all’interno della sconfinata gamma BMW: infatti a strizzare l’occhio alle coupè ci ha sempre pensato la Serie 3 berlina, la più sportiva del suo segmento per stile e meccanica. Quest’impressione diventa ancora più concreta quando si analizzano gli interni e lo spazio messo a disposizione dei passeggeri dalle due bavaresi in questione; l’abitabilità è infatti paragonabile: è ottima per quattro passeggeri, ma in 5 si fatica per via della conformazione del divanetto posteriore e per la presenza del tunnel di tramissione. Rispetto alla 3er persino l’architettura della plancia e dei comandi è praticamente “sputata”: sembra di stare a bordo della medesima auto. Del resto telaio, motori, trasmissioni (a richiesta la 4x4 "x-Drive") e componentistica sono pressoché gli stessi per i due modelli; sono sovrapponibili pure gli allestimenti, che sono quattro, studiati per accontentare ogni palato: Modern Line, Sport Line, Luxury Line ed M Sport.

BMW Serie 4 Gran Coupè

L’asso nella manica la Serie 4 GC? E’ il suo ampio portellone posteriore ad apertura elettrica (di serie) che garantisce una bocca di carico da primato, a tutto vantaggio della versatilità: da accesso ad un vano con volumetria che va dai 480 (35 litri in più della due porte) ai 1300 litri, quando si abbatte lo schienale posteriore frazionabile "40/20/40". Ecco quindi che la Serie 4 Gran Coupè, più aggraziata ed elegante della 3, riacquista di significato, andando ad ammaliare quella clientela in cerca della vettura sportiva ma al contempo adatta anche per chi “tiene famiglia”, vista anche la presenza di 2 portiere aggiuntive rispetto alla coupè da cui deriva.

BMW Serie 4 Gran Coupè

Ho provato una 420d in allestimento Sport Line, la versione che certamente andrà per la maggiore in Italia, spinta dall’ormai collaudato 4 cilindri 2.0 td da 184 Cv e 380 Nm di coppia motrice (nel Bel Paese si stima che il 90% del venduto della 4 GC avrà motore diesel, di cui l’80% con frazionamento a 4 cilindri). Posizione di guida, ergonomia, infotainment e qualità costruttiva sono ai vertici del segmento, con una cura del dettaglio che, finalmente, ha pareggiato il conto con le rivali di casa Audi.

BMW Serie 4 Gran Coupè

Al volante la Serie 4 GC è promossa a pieni voti: è la migliore delle sue concorrenti sotto il profilo dinamico (e meccanico) e guidarla è un piacere. Già col “piccolo” 2 litri a gasolio ci si possono togliere tante soddisfazioni; questo motore risulta infatti silenzioso e regolare nell’erogazione, pronto sin dal minimo, "pieno" fino ai 4000 rpm e capace di allungare ai 4500 rpm. A fargli fare “bella figura” ci pensa anche il cambio automatico "Sport", il noto ZF ad 8 rapporti (presente in opzione e vivamente consigliato), francamente ineccepibile in termini di funzionamento, rapido e “vellutato” nei cambi marcia. Note positive pure per lo sterzo, molto diretto e preciso.
BMW Serie 4 Gran Coupè

A valorizzare questo “trio” è anche l’elettronica, che muta la risposta ed il funzionamento di questi elementi in base ai desideri del guidatore: mediante la pressione di un tasto sul tunnel centrale, si spazia da modalità di guida più parsimoniose e confortevoli, adatte alla marcia autostradale (a 130 km/h il motore “sonnecchia” tranquillo in ottava marcia a 2000 rpm), fino a quelle più sportive, quando aumenta la reattività e la “schiena” del propulsore, lo sterzo acquista maggiore carico e prontezza ed il cambio inizia a funzionare come un doppia frizione. Volendo esagerare si possono anche escludere totalmente i controlli di trazione e stabilità e passare alla modalità di cambiata manuale dei rapporti mediante i paddles al volante, adeguatamente reattivi nel richiamare il rapporto desiderato (anche così è conservata la funzione "kick-down" della trasmissione). Freni? All’altezza del resto malgrado i primi due centimetri di corsa siano un po’ vuoti.

BMW Serie 4 Gran Coupè

Guidando con gli ausili elettronici spenti emerge il lato più sportivo della vettura, che passa da una curva all’altra con una rassicurante naturalezza, non curandosi né nel peso (a proposito, a parità di motore, sono 60 i kg in più rispetto alla Serie 4 Coupè, ma non si sentono) né delle dimensioni in gioco, con una capacità di assorbimento delle asperità stradali assolutamente adeguata nonostante la presenza dell’assetto sportivo. Quest’ultimo limita rollio e beccheggio, contribuendo ad esaltare il carattere dinamico dell’auto che reagisce sempre in maniera neutra, con una tendenza sottosterzante al limite che, giocando di mestiere, può essere tramutata in un piacevole equilibrio sovrasterzante. A mettere il sorriso ci pensano anche i consumi medi che, nonostante la nostra breve prova di 150 km, ci sono parsi molto contenuti, specie in relazione alle capacità velocistiche dichiarate dal costruttore: accelerazione da 0 a 100 km/h in 7.5 secondi e velocità massima di 231 km/h (con cambio automatico). Secondo BMW il consumo medio oscilla fra i 4.6 ed i 4.9 l/100 km a seconda degli equipaggiamenti e delle presenza della trazione integrale x-Drive.

BMW Serie 4 Gran Coupè

"Vissero tutti felici e contenti" quindi? Quelli col portafogli pieno certamente si: i prezzi della Serie 4 GC partono dai 38.050 della 420i, la entry-level a benzina, per arrivare ai 62.470 della 435xd con motore 6 cilindri 3.0 biturbo-diesel e trazione integrale permanente x-Drive. Ma la 420d da me provata superava ampiamente i 55.000 euro per via delle sue dotazioni. I listini saranno comunque omologhi a quelli della 4 coupè, così come saranno medesime le versioni e le motorizzazioni disponibili, alcune già presenti nel configuratore virtuale di bmw.it.

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