Dati ACEA Immatricolazioni Auto Europa: +6,6%

Le immatricolazioni in Europa segnano +6,6. Merito degli inglesi, che continuano a macinare record positivi.

Car Dealers Prepare For New Registrations

Sono state 5.619.263 le automobili immatricolate da gennaio a Maggio nell’area della Ue (28 Paesi più i 3 dell’Efta) e corrispondono a una crescita del 6,6% rispetto allo scorso anno. Dati sostanzialmente positivi che tuttavia danno già un’idea di quanto lento e incerto sia il ritmo di ripresa delle vendite. Alla fine del primo trimestre, ad esempio, la percentuale di crescita aveva superato gli 8 punti e ci si aspettava una ulteriore accelerazione verso un recupero a due cifre. Subito dopo però, in Aprile, il maggiore mercato continentale, la Germania, ha perso colpi arretrando del 3,6% e contribuendo alla perdita di un punto sul bilancio dei 4 mesi in positivo del 7,1%.

Ed ecco il consuntivo di Maggio appena trasmesso dall’ACEA (l’associazione dei costruttori) che ha riportato il mercato tedesco in su del 5,2% mentre l’Italia ha invertito i più dei primi mesi dell'anno con un calo del 3,8%. Risultato: anche la crescita complessiva nei 5 mesi si è ridotta al 6,6% malgrado il discreto andamento di Francia e Spagna e perfino l’ultimo record della Gran Bretagna registrato con il +7,7% nel mese (il 27° di crescita costante) e addirittura un +11,6% dall’inizio dell’anno. Così, se alla Germania resta il mercato di riferimento più grande, quello inglese è l’unico nel contesto europeo che sembra vivere su un altro pianeta con tutti i canali di vendita (privati, flotte e aziende) in salita. Alle loro spalle si difende bene la Spagna sostenuta dal sistema di incentivi del “Plan Pive”, mentre Francia e Italia arrancano in modo analogo (come in politica) entrambe su un risicato 3% di “ripresa” distanziate però di 140.000 unità a favore dei cugini d’oltralpe.

In buona sostanza, dunque, l’unica cosa che resta da festeggiare nella vecchia Europa è la fine dell’arretramento e l’inizio di una fase di assestamento a livelli ormai molto distanti anche da quelli del 2008, anno d’inizio della grande crisi, quando alla fine del quinto mese si registravano ancora 6,7 milioni di immatricolazioni (oltre un milione in più) e alla fine di quello stesso anno 14,3 milioni pur in flessione del 7,8% rispetto ai 15,9 milioni del precedente 2007. Comunque vada il 2014 non potrà che piazzarsi a cavallo fra i 12,3 e i 12,5 milioni degli ultimi due anni mentre salvo rari casi il problema della sovraccapacità produttiva degli impianti e delle conseguenti perdite per i costruttori non sembra gran che modificato. E questo, naturalmente, non è un problema per gli acquirenti quanto un forte rischio per l’occupazione. Cose dette e ridette, ma tant’è, il panorama è questo.

La torta europea si è dunque ristretta ma i commensali, cioè i costruttori, sono sempre gli stessi salvo Chevrolet che ha gettato la spugna e la competizione è più acuta che mai. Il più aggressivo da mesi ormai è il gruppo Renault-Dacia che ha staccato di nuovo un +18,2% sul mese e sul cumulato da gennaio a maggio, ed è solidamente installato in terza posizione al 9% di quota dietro PSA e VW e davanti a GM, Ford e Fiat. Non c’è dubbio che la marca della losanga abbia il piede fermo sull’acceleratore dopo gli anni di incertezza e sia ben decisa a guadagnare posizioni nella triade di testa tutte in ascesa. Del gruppo VW e della sua quota oltre il 25% è ormai inutile dire se non per specificare che anche i marchi Seat e Skoda marciano a pieno ritmo. Resta invece febbricitante GM penalizzata da Chevrolet mentre Opel fa del suo meglio in perfetta linea con il mercato continentale seguita da Ford nel mese ma non nel cumulato dove l’Ovale blu è in sella con un +8%.

Parlando di casa nostra, invece, fa visibilmente fatica a tenere il passo il gruppo Fiat con un timido +1,4% nei 5 mesi (-2,9% in maggio con l’Alfa Romeo a -19%) e una quota appena sopra il 6% metà della quale è rappresentata dal mercato nazionale. Non resta molto da segnalare nella parte bassa della classifica se non la buona performance di Nissan (+10%), Kia (+5,9%) e un bel colpo di coda da parte di Mazda a +25%. E una menzione speciale per Volvo che nella sua seconda vita ha già superato la soglia delle 100.000 unità nei 5 mesi con un bel +9,6%. Numeri che che vengono come sempre dalla capacità di offrire i modelli più in linea con la domanda del momento particolarmente capricciosa negli allestimenti e dotazioni ma disponibile alle novità “intelligenti” . Al giusto prezzo s’intende.

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