Sciopero benzinai del 18 Giugno: la situazione ordierna

Niente "fai da te", chiusura totale mercoledì e, dal 21 al 28 giugno, pagamenti solo in contanti.

a:2:{s:5:"pages";a:2:{i:1;s:0:"";i:2;s:64:"Sciopero benzinai: chiusura e disagi per tutto il mese di giugno";}s:7:"content";a:2:{i:1;s:1569:" Sciopero-benzinai-distributori

Come annunciato nei giorni scorsi è scattato lo sciopero dei benzinai, che durerà fino a domani mattina. Gli impianti della rete autostradale che saranno invece chiusi fino alle 22 di oggi.

Non ci fermeremo finché il Governo ed il Parlamento non metteranno rimedio alla clamorosa ingiustizia della discriminazione dei prezzi, imposta dalle compagnie petrolifere ai gestori ed ai consumatori.

E' questa la dichiarazione del presidente di Figisc-Confcommercio Maurizio Micheli, nel richiamare alla "sacrosanta battaglia" i distributori. Una situazione di tutti contro tutti, con i distributori contro le compagnie, ma anche tra gli utenti della strada ed il Governo, colpevole di aver alzato a livelli insostenibili tasse ed accise.

Una nota del Garante per gli scioperi, Roberto Alesse, ha specificato quali debbano essere i servizi minimi previsti in questo caso:

Per la rete ordinaria urbana ed extraurbana, deve essere mantenuto in servizio un numero di stazioni non inferiore al 50% degli esercizi aperti nei giorni festivi. Per la rete autostradale, invece, oltre alla garanzia per i servizi di emergenza e i rifornimenti dei mezzi di soccorso e di polizia, deve rimanere aperta almeno una stazione ogni 100 chilometri.

In questo momento non è ancora chiaro se aderiscono alla protesta i distributori "no logo". Come sempre in questi casi, vi invitiamo a segnalare nei commenti gli impianti aperti.

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Sciopero benzinai: chiusura e disagi per tutto il mese di giugno

Il comparto dei benzinai è in fermento: fino a martedì sera è scattata la protesta che dovrebbe culminare mercoledì 18 giugno, con lo sciopero totale su strade e autostrade accompagnato da una manifestazione nazionale dei gestori a Roma; proprio nel giorno in cui si riuniscono i petrolieri per l'annuale assemblea dell'Unione petrolifera. Fino ad allora niente servizio “fai da te”, chiusura totale mercoledì e, dal 21 al 28 giugno, pagamenti solo in contanti. La categoria punta il dito contro le compagnie petrolifere per le politiche dei prezzi, definiti "con tutta evidenza fuori mercato e comunque molto più alti di quelli imposti alle pompe no-logo o a quelle vicine ai supermercati"; queste ultime rifornite peraltro dagli stessi marchi.

L'agitazione è stata proclamata dalle sigle Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa e si protrarrà fino alle 19.30 del 17 giugno, coinvolgendo tutti gli impianti self service, con relativo oscuramento dei prezzi "scontati" ad essi collegati e dell'insegna della compagnia. Inoltre, come precedentemente specificato, dalla mezzanotte del 21 giugno alla stessa ora del 28 non sarà accettato alcun mezzo di pagamento elettronico e saranno sospese tutte le campagne promozionali di marchio su tutta la rete ordinaria. I prezzi raccomandati aumenteranno di 1,5 centesimi nei prossimi giorni, almeno secondo la previsione inclusa nel Rapporto settimanale di Figisc, Anisa e Confcommercio. Sul prezzo in Italia, spiega Maurizio Micheli, Presidente nazionale di Figisc Confcommercio, "pesano 24,3 centesimi al litro di imposte più della media dell'Unione europea". Sufficienti per dare il via alla protesta dei gestori dei carburanti.

Le organizzazioni di categoria dei gestori spiegano che i prezzi ingiustificatamente più alti che vengono imposti ai gestori ed agli automobilisti dalle compagnie petrolifere...

"sono la conseguenza per un verso di norme troppo spesso violate e per l'altro di un 'sistema' che attende da troppi anni di essere profondamente riformato. Ottenere la puntuale applicazione delle leggi che pretendono di garantire ai gestori condizioni eque e non discriminatorie per competere nel mercato, in altre parole prezzi più bassi e competitivi anche a beneficio degli automobilisti che da loro si riforniscono quotidianamente, unitamente all'avvio di una reale ristrutturazione ed ammodernamento della rete di vendita ed alla ripresa di una contrattazione collettiva che ponga fine ad un lungo periodo di strappi ed aggressioni alla categoria da parte delle compagnie, sono in estrema sintesi le condizioni essenziali per riaprire un confronto credibile teso a trovare nuovi equilibri per un settore condotto da scelte folli a ritrovarsi in condizioni letteralmente drammatiche".

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