BMW: il futuro della casa bavarese passa per la fibra di carbonio

La i3 e la i8 sono solo l’inizio: nei futuri piani di BMW la fibra di carbonio avrà un ruolo fondamentale. Ecco perché…

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Downsizing, riduzione dei consumi ed abbattimento delle emissioni inquinanti: un trittico di obiettivi tecnico-strategici fondamentali per i fabbricanti di auto e sempre più legato al concetto di contenimento del peso complessivo delle vetture. Limitare le “masse in gioco” costituisce la sfida tecnologica del futuro per la creazione di prodotti più efficienti, puliti e piacevoli da guidare. I costruttori lo hanno capito da tempo ed i più tecnologicamente avanzati (ed economicamente solidi) sono da anni impegnati nello studio e nell’adozione su larga scala di materiali “intelligenti”. Fra essi c’è BMW, la casa tedesca che da sempre fa della sportività il proprio punto di forza. Per il brand dell’elica la soluzione al “problema peso” passa attraverso la fibra di carbonio e la sua progressiva diffusione.

Nelle scorse settimane la SGL Group, multinazionale tedesca impegnata nella produzione di fibra di carbonio e che dal 2009 ha una joint-venture con BMW denominata “SGL Automotive Carbon Fibers”, ha annunciato congiuntamente al costruttore bavarese di aver avviato i lavori per triplicare la capacità produttiva di CFRP dell’impianto di Moses Lake (USA). Un investimento complessivo da 200 milioni di dollari (dopo i 100 milioni messi recentemente sul tavolo da SGL Group) che renderà, già dal 2015, la fabbrica SGL sita nello stato di Washington il principale impianto globale per la costruzione della fibra di carbonio. BMW, fra i principali azionisti di SGL ACF, ha già annunciato che l’implementazione della capacità produttiva di CFRP coinciderà con un graduale abbattimento dei costi di fabbricazione: ciò consentirà al costruttore bavarese di estendere la presenza del pregiato composito alle auto “standard” della propria gamma; infatti il suddetto materiale è attualmente riservato ai modelli della linea Motorsport nonché alle elettriche ed ibride i3 ed i8.


Ad oggi le due linee produttive di Moses Lake generano 3000 tonnellate l’anno di fibra di carbonio, completamente assorbite dalla gamma “i” di BMW, la quale può anche vantare un contratto di fornitura esclusiva con SGL ACF; quest’ultima, a partire dal prossimo anno, avrà un output di 9000 tonnellate di fibra di carbonio pronta, dopo ulteriori processi industriali nell’impianto di Wackersdorf (dove BMW e SGL hanno una seconda joint-venture), al modellamento finale ed all’assemblaggio presso gli impianti tedeschi BMW di Landshut e Lipsia. L’importanza e la sofisticazione di questo materiale passa attraverso un paio di cifre: il CFRP è più leggero dell’alluminio e dell’acciaio rispettivamente del 40% e del 60% pur garantendo una rigidezza strutturale superiore a entrambi.

Numeri che hanno fatto gola anche al colosso Volkswagen Group: a marzo del 2011 la multinazionale di Wolfsburg acquisì a sorpresa l’8.2% di SGL ACF per circa 140 milioni di euro. Mossa che portò BMW a “salire” al 15% di SGL ACF nel novembre dello stesso anno per ristabilire il valore delle forze in campo. Attualmente BMW è proprietaria 18.4% di SGL ACF mentre VW è ferma al 9.98%. Ma sapete chi, sempre dal 2011, detiene un altro 28% di SGL ACF? La SKion GmbH, il fondo di investimento di Susanne Klatten, membro della famiglia Quandt che possiede il 46.7% di BMW AG. Non serve aggiungere altro per comprendere quale sia l’ipoteca di BMW su SGL ACF e quanto quest’ultima sia fondamentale nelle strategie tecniche ed industriali degli anni futuri.


Volendo fare un breve excursus sull’adozione del carbonio sulle auto BMW stradali, bisogna tornare al 2002 con la M3 CSL per trovare la prima applicazione: la versione più sportiva della serie “E46” vantava infatti tetto, gusci dei sedili, paraurti, cofano posteriore e pannelli portiera realizzati in CFRP. Nel 2005 è stata invece la volta della M6 E63, che sulla versione coupè presentava un tetto in fibra di carbonio per ridurre il peso e contribuire ad abbassare il baricentro dell’auto. Misura adottata anche sulla M3 Coupè (E92) del 2007 e sulla M6 Coupè e GranCoupè (F12) del 2012. Ultimamente, sulle M3 ed M4 (F30/F32/F33) l’utilizzo di componentistica in fibra di carbonio è stata ulteriormente estesa: adesso anche la M3 berlina adotta la fibra di carbonio per il tetto (misura che consente di limare 5kg; sulla M4 invece il tetto in CFRP vale 6 chilogrammi in meno). M3 berlina ed M4 Coupè e Cabrio vantano inoltre albero di trasmissione e barra duomi anteriore in fibra di carbonio. Sulla M4 anche il coperchio del bagagliaio è composto da materiale sintetico rinforzato con fibra di carbonio. Sulle inedite i3 ed i8 il CFRP è invece utilizzato per la costruzione dell’intera cellula di sicurezza passeggeri.

In conclusione sembra che la fibra di carbonio stia gradualmente diventando più "democratica": fino a 10 anni fa le uniche stradali a poterne vantare l’adozione erano sportive del calibro di Ferrari Enzo e Porsche Carrera GT. Oggi la ritroviamo su auto come McLaren 650S, Lamborghini Aventador, Alfa Romeo 4C, BMW i8 ed i3: con quest’ultima bastano poco meno di 37.000 euro per mettersi alla guida di un auto (elettrica) con telaio in CFRP. Una tecnologia costruttiva che, fino a qualche anno fa, era ad appannaggio dei prodotti dei costruttori luxury, sta lentamente arrivando anche nel segmento premium. I top brand tedeschi sono i primi a crederci, ma la speranza è che un domani, nemmeno troppo lontano, anche le auto "generaliste" possano vantare una struttura costruttiva in composito: la strada da seguire appare ormai tracciata.

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Il tempismo è tutto nella vita… e negli affari: Daimler AG, gruppo tedesco di cui fa parte Mercedes, e la Toray Industries, fra i leader mondiali per la produzione di fibra di carbonio, hanno già firmato nel gennaio del 2011 una joint-venture per la fabbricazione e la fornitura di componenti in CFRP. Anche in questo caso l’accordo è volto alla produzione “di massa” del suddetto composito, con ottimizzazione dei processi di stampaggio e riduzione dei costi finali. Del resto nei piani di Daimler AG c’è la volontà di ridurre di almeno il 10% il peso complessivo di ogni nuovo modello Mercedes rispetto a quello del precedente. Inoltre l’applicazione della fibra di carbonio per specifiche porzioni dello chassis contribuisce ad aumentare la rigidezza torsionale del veicolo, a tutto vantaggio della sicurezza, del piacere di guida e del comfort.

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