5 curiosità sui loghi automobilistici

La storia dei loghi può rivelarsi curiosa ed interessante quanto le automobili su cui campeggiano. In questo articolo vi raccontiamo alcune curiosità sull'origine di 5 loghi.

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Non sempre vengono coinvolti artisti di spessore internazionale per disegnare il logo di una casa automobilistica. Qualche volta il prezioso emblema può essere frutto di un’intuizione, può rappresentare l’unione di simboli caratteristici (la stella Mercedes e la vecchia corona d’alloro Benz) oppure può ricordare un monumento di particolare interesse, come ad esempio la fontana di Nettuno che ispira il tridente Maserati.

La casistica è comunque vastissima. I quattro anelli Audi rappresentano l’unione delle quattro anime costituenti, ovvero Audi, DKW, Horch e Wanderer. Il cavallino Ferrari era invece dipinto sulla carlinga del caccia di Francesco Baracca, eroico aviatore caduto sul Montello, mentre il biscione Alfa Romeo è un simbolo tipico della tradizione araldica viscontea ed esprime il legame con la città di Milano. Queste nozioni sono piuttosto comuni e note ai più; siete invece a conoscenza delle curiosità che riportiamo dopo il salto?

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Il cravattino Chevrolet


E’ noto che l’emblema Chevrolet raffiguri in cravattino. Il disegno fu introdotto nel 1913 e la sua paternità venne attribuita a William Durant, imprenditore dalle straordinarie capacità e determinante nel fondare Chevy e nel dare una forma ad altre aziende automobilistiche d’oltreoceano. Le teorie riguardanti il logo sono molte. Una allude alla croce presente nella bandiera svizzera, nazione da cui proveniva Louis Chevrolet.

Nel 1961 il libro The Chevrolet Story rivelò che Durant immaginò il simbolo tre anni prima di fondare l’azienda. L’ispirazione venne dalla fantasia scelta per decorare la tappezzeria dell’hotel in cui si trovava. La curiosità sull’origine del logo venne alimentata anche da Margery Durant, figlia di William, che nel 1929 pubblicò un libro dedicato al padre. Si leggeva che una prima versione dell’emblema fu realizzata dal genitore, che disegnò il cravattino dopo aver finito una tazza di zuppa.

Il racconto pubblicato sul libro venne in parte smentito da Caterhine Durant, moglie del fondatore, secondo cui Billy notò un logo di suo gradimento sulle pagine di un quotidiano e lo trasformò in seguito nel cravattino che tutti noi conosciamo. La fonte d’ispirazione sembra essere il marchio della Coalettes (immagine in alto), come rivelato in seguito dallo storico Ken Kaufmann.
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Il nativo americano Pontiac


Capo Pontiac fu un nativo americano e divenne famoso intorno al 1760, in seguito a quella che sui libri di storia è nota come Rivolta di Pontiac. La sua avventura servì quale ispirazione per dare origine al logo del neonato marchio. L’emblema attuale è decisamente più stilizzato e meno significativo, ma le prime due versioni rendono il giusto merito ad uno fra i personaggi più rilevanti nella storia dei nativi americani.

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Il cavallo della Ford Mustang


Vi siete mai chiesti per quale motivo il cavallino della Ford Mustang corra nella direzione ‘sbagliata’? E’ infatti consuetudine attribuire movimento disegnando gli oggetti da sinistra a destra e non viceversa. Leggenda vuole che uno fra i personaggi più influenti del centro stile fosse mancino: Phil Clark disegnò quindi il logo nella maniera a lui più comoda e naturale. Un’altra teoria basa il suo presupposto sullo spirito di libertà che la Mustang esprime e regala. Per tal motivo il cavallo galoppa nella direzione opposta a quella degli ippodromi.
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Le tre ellissi Toyota


Toyota venne fondata nel 1937, ma il logo che noi tutti conosciamo risale al 1898. Sono tre ellissi, disegnate per raffigurare la lettera T. Il marchio giapponese ha rivelato in passato che i due ovali orizzontali esprimono la fiducia ed il legame che intercorre fra Toyota ed i suoi clienti, mentre l’ellisse verticale stilizza l’espansione globale e le opportunità di crescita sul mercato. L’emblema ricorda inoltre un volante.

D’ogni modo sappiamo che Toyota Motor Corporation nacque dalla costola di un’azienda specializzata in macchine da cucire. Alcunisostengono pertanto che il logo ricordi la cruna di un ago, mentre l’autore di un articolo su Designshack ci dimostra come le tre ellissi diano origine alla parola Toyota.

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L'elica BMW


Abbiamo sempre creduto che il simbolo bianco e azzurro delle BMW stilizzasse l’elica di un aeroplano in volo. Del resto la Bayerische Motoren Werke ha prodotto fin dai primi anni '20 i motori degli aeromobili tedeschi, quindi tale richiamo sembrava corretto e legittimo. Ed invece un giornalista del New York Times ha scoperto nel 2010 che il quadrante a spicchi rappresenta un omaggio alla Baviera, terra di origine del marchio tedesco ed i cui colori sono proprio il bianco e l’azzurro.
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