Piano FCA: le reazioni dei sindacati Fim-Cisl, Fismic e Uilm

Soddisfazione da parte di alcune sigle sindacali per il piano industriale FCA

Fiat Chrysler Automobiles: nel logo la sigla Fca

Le prime reazioni al piano industriale FCA, di cui ieri vi abbiamo proposto la copertura in diretta, arrivano dai rappresentanti dei sindacati di Fim-Cisl e Fismic. Il segretario generale della Fim-Cisl, Giuseppe Farina, e il segretario nazionale Ferdinando Uliano presenti ad Auburn Hills (Usa), hanno accolto positivamente la presentazione del piano di Fca (Fiat-Chrysler Automobiles).

Per Farina: "Oggi si è chiuso un cerchio di un'azione sindacale responsabile intrapresa negli ultimi anni; grazie agli accordi sindacali sottoscritti e in una situazione di forte crisi del settore e oggi possiamo guardare positivamente al futuro". Per Uliano: "Grazie agli accordi siamo riusciti a difendere l'occupazione e gli stabilimenti e creare le condizioni per portare investimenti nel nostro Paese. Lo abbiamo fatto con Pomigliano Grugliasco, Melfi e Sevel. Oggi viene concretizzato anche per gli altri stabilimenti a partire da Mirafiori e Cassino, con ripercussioni positive per gli altri stabilimenti collegati. Il progetto Alfa con i suoi 8 nuovi modelli, i 5 miliardi d'investimento e l'obiettivo di 400.000 auto è tutto italiano e rappresenta l'impegno del gruppo Fca per il nostro Paese".

Due miliardi di investimenti e 75mila auto da produrre (Maserati, ndr) sono "i presupposti per far uscire Mirafiori da una situazione di forte sofferenza che i lavoratori torinesi hanno subìto in questi anni – continua Uliano - Nei prossimi giorni finalmente inizierà la parte importante dei lavori per la linea che vedrà la produzione del Suv Levante a Mirafiori. Già nei prossimi mesi altri 500 lavoratori oggi in cigs verranno chiamati al lavoro per aumentare i volumi delle Maserati di Grugliasco".

"Un libro totalmente nuovo di cui i lavoratori italiani vogliono scrivere le pagine più belle. Si confermano cosi' le migliori attese della vigilia". E' quanto afferma il Segretario Generale della Fismic, Roberto Di Maulo. "Cinque miliardi di investimenti per Alfa Romeo - prosegue Di Maulo - 2 miliardi per Maserati, altri importanti investimenti per Ferrari, Fiat, componentistica, motori e cambi. Altro che Fiat che lascia l'Italia, altro che Chrysler che compra la Fiat... ci troviamo di fronte ad una esaltante storia industriale mondiale a cui l'Italia darà un contributo fondamentale.

Nei prossimi giorni - afferma il segretario Fismic - avremo il dettaglio delle ricadute degli eventi che stiamo vivendo per gli stabilimenti del nostro Paese, ma possiamo ben dire con orgoglio che i nostri sforzi, contro tutto e contro tutti, hanno sconfitto gli uccelli del malaugurio che speravano che arrivassero in Italia costruttori tedeschi. Ebbene, nonostante il continuo periodo di stasi della nostra economia, possiamo dire con orgoglio che con oggi si chiude il ciclo della cassa integrazione e della crisi ed inizia la ripresa, che sarà graduale, ma che alla fine vedrà tornare al lavoro tutti i lavoratori italiani del Gruppo e la produzione di vetture del nostro Paese si inserisce in un gruppo mondiale che toccherà i 6/7 milioni di vetture prodotte l'anno. Con i nostri accordi - conclude il leader Fismic - abbiamo salvato l'industria manifatturiera dell'automobile nel nostro Paese, possiamo finalmente dirlo con grande orgoglio. La linea contrattuale della Fismic si e' rivelata vincente. Ferrari, Maserati e Alfa sono italiane e resteranno italiane e parteciperanno insieme agli altri marchi del Gruppo Fca al suo successo mondiale".

"Una giornata importante per tutto il gruppo Fca, per l'azienda in Italia, per gli stabilimenti del nostro Paese e per quanti ci lavorano. La produzione automobilistica cambia marcia ed è una realtà che valutiamo positivamente". Cosi' Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, ha commentato la presentazione del piano industriale di Fca illustrato ieri a Detroit. Il dirigente sindacale dei metalmeccanici è stato intervistato da Vittorio Cota nel corso della trasmissione giornalistica "News Economy" in onda su Radio1Rai questa mattina. "Si completano gli investimenti in Italia - ha continuato Palombella- sui segmenti medi di gamma, per esempio, come Jeep e Grande Panda a Melfi e Pomigliano d'Arco, ma si guarda, soprattutto, all'alta gamma. Lo dimostrano i 5 miliardi di euro disponibili per Alfa Romeo ed i 2 miliardi per Maserati, una scelte che rende completamente operative tutte le potenzialità dei siti di Cassino e Mirafiori. Tutto ciò significa futuro per gli 80mila addetti del Gruppo che hanno registrato migliaia di ore di cassa integrazione ed ora ritornano alla piena produzione. Ci aspettiamo dagli Usa analoghe prospettive dichiarate dal gruppo dirigente per Cnh-Industrial".

Il leader della Uilm ha posto un preciso riferimento all'appuntamento di metà maggio a Torino con Fiat: "E' la data in cui ci ritroveremo con l'azienda per discutere del rinnovo contrattuale ed un gruppo che si è presentato con un piano così ambizioso non può che rinnovare il contratto specifico di lavoro scaduto da più di quattro mesi. Entro il mese di maggio il management Fiat ci spiegherà in Italia in modo analitico gli investimenti specifici per ogni stabilimento, ma a metà mese è bene sapere che il contratto va rinnovato".

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