Video: volante touch screen

I ricercatori dell'Università di Stoccarda stanno studiato una nuova tipologia di volante touch screen. Negli ultimi hanno abbiamo visto scoppiare la moda dei volanti multifunzione, replicando comandi già presenti nella plancia per semplificare la vita del guidatore, chiamato a gestire un numero sempre maggiore di funzioni: dall'impianto audio a quello multimediale, dalle schermate dei display al cruise control, fino alla presenza dei paddles del cambio dietro al volante stesso.

Proprio da queste basi ha preso il via la sperimentazione in oggetto, cercando di integrare in maniera ancora più semplice ed intuitiva i comandi a disposizione. Non mancano comunque le perplessità, dovute sopratutto alla possibile fonte di distrazione di un sistema simile, ma i ricercatori hanno pensato al nuovo volante come ad un sistema da utilizzare in combinazione con versioni evolute degli head-up display: i movimenti delle dita all'interno dei menù sono quindi visibili nel parabrezza senza dover distogliere lo sguardo, ed entrerebbero facilmente e velocemente tra gli automatismi che ogni guidatore assume prendendo confidenza con i comandi dell'auto. La parte centrale del volante, tuttavia, potrebbe proiettare anche immagini, come ad esempio la mappa della navigazione, permettendo spostamenti ed operazioni sulla mappa stessa con le dita con una visuale ben più ampia rispetto agli attuali schermi di bordo. In piccolo, l'unica casa ad aver introdotto un sistema simile è Audi, che ha aggiunto al sistema MMI un sistema di riconoscimento calligrafico.

Il primo prototipo del sistema prevede una superficie spessa 11 mm, che lavora grazie ad una telecamera ad infrarossi ed un sistema di led che percepiscono i movimenti delle dita, anche combinati tra loro, riconoscendo circa 20 comandi diversi: la scopo è quello di non spostare comunque le mani dalla posizione di guida, come già accade oggi con i comandi sulle razze. Attualmente alcuni costruttori internazionali stanno prendendo in considerazione il risultato di questi studi per valutarne una eventuale produzione in serie, che potrebbe avvenire già nei prossimi anni. Ulteriori informazioni tecniche sulla ricerca sono disponibili sul sito Physorg.com.

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