Mosca: dieci cani aiutano la Polizia a capire chi non paga il parcheggio

Dal 2013 a Mosca sono stati introdotti i parchimetri. I cittadini hanno trovato numerosi metodi per non pagare, ma la Polizia ha risposto in modo altrettanto efficace.

I 10 cani della Polizia russa

Nel corso dei mesi vi abbiamo mostrato una lunga serie di stranezze e anomalie che si verificano quotidianamente in Russia: dai finti investimenti per truffare le compagnie assicurative al cedimento improvviso della strada, da incidenti provocati da semplice negligenza ad incidenti giustificati da (legittima?) distrazione. In Russia persistono certe dinamiche, impossibili da scalfire persino quando il Codice della Strada viene riformato in maniera estrema. Nel 2013, a Mosca, sono stati ad esempio introdotti i parchimetri.

I cittadini hanno espresso il loro dissenso e sono riusciti in qualche modo ad aggirare l’imposizione, sfruttando un clamoroso buco nel sistema: il pagamento del ticket non viene controllato da vigili o da ausiliari del traffico, ma attraverso un tecnologico e moderno sistema di telecamere. Queste controllano i parcheggi e segnalano se una macchina resta ferma più a lungo del necessario. I tal caso viene applicata una a sanzione, che arriva a casa del malcapitato e che può essere pagata in forma telematica.

Gli automobilisti hanno ovviamente escogitato una lunga serie di sotterfugi per non rispettare i loro doveri: chi avvita la targa al contrario, chi utilizza un CD, chi aggancia uno straccio fuori dal bagagliaio e chi infila un pezzettino di carta. Il tutto, ovviamente, per coprire i numeri della targa. La Polizia non è rimasta ad osservare, ed ha messo in pratica una contromossa decisamente efficace: gli agenti hanno assunto dieci cani, li hanno vestiti con una pettorina e li hanno addestrati per rimuovere qualsiasi oggetto contribuisca a nascondere la targa.

Russia, i metodi più folli per non pagare il parcheggio

Mosca, ecco come non pagare il parcheggio

Ai russi l'idea di pagare per tenere la macchina ferma non piace. Sarà che non ci sono abituati, ma da quando a Mosca nel 2013 sono stati introdotti i parchimetri le proteste sono montate immediatamente. Ma anche la soluzione per evitare di pagare.

Perché a Mosca non ci sono i vigili urbani o gli ausiliari a controllare le strade cittadine, ma un sistema tecnologico e moderno di telecamere, che controllano i parcheggi e segnalano se una macchina resta ferma più a lungo di quanto abbia pagato il suo proprietario. Scatta la sanzione, che arriva a casa del malcapitato, il quale il parchimetro lo paga con un sms.

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Per un anno i moscoviti si sono limitati a protestare, a raccogliere firme contro i parchimetri e a pagare. Insomma, come cantava De André “le contromisure fino al quel punto si limitavano all'invettiva”. Ma a differenza delle comari di Sant'Ilario, a Mosca brillano di iniziativa e, così, ora le cose sono cambiate. I russi hanno trovato le contromisure.

Così, da un po' di tempo a questa parte se si passa per Mosca si vedono macchine parcheggiate con targhe al limite dell'assurdo. Da chi avvita la targa al contrario, arrivando a chi attacca uno straccio fuori dal bagagliaio, nascondendo parte dei numeri. Poi c'è chi, prendendo spunto da una vecchia leggenda metropolitana, nasconde parte della targa con un cd e chi, non trovando nulla di meglio, tiene aperto il cofano, sperando che così la telecamera non riesca a leggere la targa. Ecco le immagini delle soluzioni trovate dai russi per il caro parcheggi.

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