Referendum Bertone: l’88,8% dei lavoratori ha votato “si”

I lavoratori dell’ex stabilimento Bertone di Grugliasco (Torino) hanno espresso giudizio pressoché unanime accettando l’introduzione del nuovo contratto di lavoro, replicando così i successi già registrati nei referendum di Pomigliano e Mirafiori. La vittoria del “sì” permetterà al gruppo Fiat di investire 550 milioni di euro nella produzione di nuovi modelli Maserati – compresa la

I lavoratori dell’ex stabilimento Bertone di Grugliasco (Torino) hanno espresso giudizio pressoché unanime accettando l’introduzione del nuovo contratto di lavoro, replicando così i successi già registrati nei referendum di Pomigliano e Mirafiori. La vittoria del “sì” permetterà al gruppo Fiat di investire 550 milioni di euro nella produzione di nuovi modelli Maserati – compresa la nuova berlina di segmento E -, interrompendo un periodo di cassa integrazione “attivo” da ben sei anni. Hanno dimostrato fiducia nel piano di rilancio 886 lavoratori su 1.087 votanti (pari all’88,8%), con 111 “no”, 10 schede nulle e 4 bianche. Mille e ottantasette i votanti, pari al 93% dei dipendenti totali.

Soddisfatti i vertici del Lingotto. “In presenza della firma di un accordo e della esistenza delle condizioni applicative necessarie, (Fiat, nda) provvederà a dare il via libera al piano di investimenti previsti dal progetto”. Sarà tuttavia fondamentale “verificare la disponibilità delle organizzazioni sindacali a formalizzare la proposta aziendale”, scongiurando eventuali barricate o ricorsi dai sindacati più oltranzisti. Come scrive Repubblica, a tal proposito la Fiom ha indicato ai propri iscritti di votare “sì”

per “sottrarsi al ricatto dell’azienda che ci voleva far scegliere tra un accordo che non ci piaceva e la perdita di un lavoro difeso in sei anni di cassa integrazione e amministrazione controllata”. Dunque la mossa di votare sì, che ha spiazzato la Fiat e le altre organizzazioni sindacali.

Il Corriere della Sera ricapitola i fondamenti dell’accordo.

La proposta della Fiat […] prevede l’applicazione […] del massimo utilizzo degli impianti, di un graduale passaggio ai 18 turni, fino a 120 ore di straordinario ulteriori rispetto a quelle del contratto, la governabilità dello stabilimento con regole per contenere l’assenteismo e per l’esigibilità degli accordi. Con il metodo Ergo Uas verranno riprogettate tutte le postazioni di lavoro della linea di montaggio. Molto sarà investito anche nella formazione del personale.

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