Renault Twingo al Salone di Ginevra 2014 Live

La Renault Twingo si ispira alla 5 Turbo e riconquista in tal modo la simpatia della prima generazione. Interessante la soluzione tecnica del 'tutto dietro', com'è interessante anche il nuovo 1.6 diesel biturbo.

Renault Twingo

L’utilizzo di una piattaforma a motore/trazione posteriore rappresenta già di per se un elemento d’estremo interesse. Non è tuttavia l’unica particolarità della nuova Renault Twingo, vettura che si ispira alla 5 Turbo e che spartisce gran parte degli organi meccanici con la smart forfour di seconda generazione. La Twingo è una vettura decisamente più personale e caratterizzata rispetto al modello che sostituisce. Ispira simpatia, risulta meno seriosa ed i dettagli vintage (il lunotto, gli spessi montanti posteriori) le conferiscono una personalità ben precisa. Stona purtroppo la soluzione dei vetri posteriori apribili solo a compasso, non certo indicata per una vettura che riconosce alla praticità una delle sue caratteristiche primarie.

Lo conferma ad esempio il ridottissimo diametro di sterzata, favorito da un asse anteriore ora privo della trazione e del motore. Nota di merito anche per l'abitacolo, essenziale e dai colori vivaci. L’altra grande novità esposta da Renault è il motore Energy dCi 160 Twin Turbo, unità capace di abbinare la potenza e la coppia di un 2.0 ai consumi di un 1.6. I tecnici della Losanga hanno dunque realizzato un quattro cilindri da 1.598 centimetri cubi, con due turbo (sequenziali), per cui vengono dichiarati 160 CV/380 Nm e consumi del 25% inferiori rispetto ad un motore di pari potenza. Il nuovo quattro cilindri rispetta i criteri omologativi Euro 6, verrà destinato solo a vetture di segmento D ed E e prevede una turbina a bassa inerzia ed una di taglia maggiore, che lavorano in maniera sequenziale ed operano in differenti range.

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