Giappone: il punto della situazione


Resta molto alta la tensione in Giappone dopo il violento sisma e lo tsunami che hanno colpito il paese pochi giorni fa. Adesso la minaccia viene da alcune delle centrali nucleari colpite dagli effetti del terremoto e ancora fuori controllo. Ovviamente, come vi avevamo anticipato, i danni sono ingenti anche per i costruttori nipponici, colpiti direttamente o indirettamente da questa catastrofe. Vi facciamo quindi il punto della situazione costruttore per costruttore. Alcuni di essi, come ben risaputo, fabbricano anche moto.

Honda: fino al 20 marzo ogni attività negli stabilimenti di produzione è sospesa. Parliamo delle fabbriche di Sayama , Ogawa, Tochigi (dove si sono registrati i danni maggiori; qui ci sono stati 1 morto e 30 feriti), Hamamatsu, Suzuka e Kumamoto. Il costruttore ha comunque annunciato il lancio di un programma di supporto al popolo giapponese: saranno donati in beneficienza poco meno di 2.700.000 euro. Provvederà inoltre a fornire 1000 generatori a gasolio e 5000 bombole di gas nonché personale specializzato nella corretta istruzione di questi dispositivi. La perdita di auto è stimata in 16.000 unità.

Nissan: la produzione negli stabilimenti produttivi di Oppama, Yokohama, Nissan Shatai e Kyushu è ripartita ieri, mentre il 18 marzo sarà la volta di Tochigi (qui 2 feriti) e dell’impianto di Iwaki (che produce motori). Il quartier generale globale di Nissan (sito a Yokohama), il Nissan Technical Centre (Atusgi,) e il Nissan Advanced Technology Centre (Atsugi) sono già operativi. In questi giorni il primo è rimasto aperto per dare assistenza alla popolazione, fornendo acqua, cibo e coperte. Le ripercussioni di questi eventi sulle attività Nissan al di fuori del territorio giapponese sono ancora sotto studio ma la casa assicura che i livelli di stock in Europa sono sufficienti per supportare le vendite nel futuro immediato. Anche perché i modelli venduti nel vecchio continente sono prodotti principalmente nello stabilimento inglese di Sunderland (Qashqai, Qashqai+2, Note, Juke) e in quelli spagnoli di Barcellona (Navara, Pathfinder, NP300, nonché i veicoli commerciali) e Avila (Cabstar e Atleon), mentre la nuova Micra viene prodotta nel nuovissimo stabilimento indiano di Chennai. Meno felice la situazione per le vetture destinate agli USA: migliaia di auto pronte per essere spedite sono state danneggiate nel porto di Hitachi e al Miyagi Service Center, una delle zone colpite in modo più violento dallo tsunami. Fra questi circa 2.300 esemplari di auto Infiniti, come le M, EX ed FX. Nissan fornirà mezzi da lavoro e medicinali alla popolazione.

Toyota: La casa ha dichiarato di aver subito un drastica riduzione della produzione di circa 40.000 unità. Sono 12 le fabbriche chiuse e gli stabilimenti riapriranno oggi; anche se l’avvio delle attività potrebbe essere ancora rimandato. Fra gli impianti colpiti figura quello di Miyagi, di recente inaugurazione e nel quale si assembla la nuova Yaris, e l’adiacente stabilimento dell’azienda fornitrice Toyota Boshoku Cororation.

Mitsubishi: la casa terrà chiusi i sui impianti fino a data da destinarsi e donerà 260.000 euro a favore delle persone colpite dalla catastrofe naturale; metterà inoltre a disposizione dei soccorsi alcuni mezzi. "Nessuna delle nostre fabbriche è stata colpita dal terremoto di Tohoku, ma alcuni fornitori sono stati danneggiati".

Mazda: la casa ha ripreso la produzione ieri e le esportazioni verso l’Europa non dovrebbero essere intaccate. Rimarranno invece chiuse fino al 20 marzo le fabbriche di Hiroshima ed Hofu. La casa ha inoltre stanziato 260.000 euro per il supporto della popolazione e dei soccorritori.

Come per Mitsubishi e Mazda, la situazione è "più tranquilla" anche per Subaru e Suzuki, dove la produzione è stata sospesa per non pesare sulle richieste energetiche delle zone più colpite del paese. Fra i donatori esteri spiccano la GM, che aiuterà soccorsi e soccorritori con 750.000 dollari, Continental con 250.000 euro, BMW con un milione di euro.

Uptade: Anche Renault ha comunicato che contribuirà ad aiutare le vittime del sisma con una donazione di 500.000 euro.

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