E se crollasse il mercato auto cinese?

grafico

Quante volte abbiamo sentito ripete che "la Cina è un'opportunità"? Premesso che è tutto da stabilire per "chi" sia un'opportunità, cosa accadrebbe se scoprissimo che il momento propizio... è già terminato? Ovvero: quali sarebbero le conseguenze se il mercato cinese crollasse? Per molti costruttori la Cina è stato il mercato più importante e seducente, una terra promessa verso la quale dirottare i propri investimenti. A qualcuno forse è scattato un campanello di allarme, alla luce della notizia della brusca flessione dei primi mesi del 2011. Sulle cause, per una volta non tiriamo in ballo complicate teorie socio economiche ma semplici dati di fatto. Da una parte l'esponenziale aumento dell'inquinamento atmosferico ha costretto a restrizioni governative, dall'altro ha giocato in maniera pesante la fine degli incentivi governativi.

Un grafico eloquente sulla situazione è stato pubblicato da Businessinsider, si tratta dello stesso che riproponiamo all'inizio del post. La fonte è la China Association of Automobile Manufacturers, che conferma un calo delle vendite del -33%. La spiegazione di Zhu Yiping, assistente segretario generale di CAAM, secondo la quale hanno influito i ponti festivi per il capodanno cinese, può avere un fondo di verità ma il dato rimane preoccupante.

A vedere il bicchiere mezzo pieno è Teleborsa, che confronta i dati rispetto a quelli registrati nel 2009: il solo mese di Febbraio ha fatto segnare un +2,6% rispetto allo stesso mese di un anno fa. E non manca di ricordare che in Gennaio si era registrata un' impennata del 16,2%.

Effettivamente il mercato Cinese negli scorsi anni aveva visto numeri da capogiro. Ricordiamo l'incredibile +46% delle vendite nel 2009 rispetto al 2008, con un totale di 13,6 milioni di veicoli: un risultato che per la prima volta vedeva la Cina primeggiare sugli Stati Uniti, alle prese in quel momento nella fase più difficile della crisi finanziaria.

I principali costruttori mondiali hanno diretto i propri investimenti in questo Paese, legandosi a produttori nazionali e realizzando persino modelli dedicati per avvicinarsi ai gusti ed alle esigenze dei clienti asiatici. E' il caso di Audi che, come riporta Reuters, ha raggiunto nel 2010 il traguardo del primo milione di vetture consegnate in Cina. La prospettiva per i tedeschi è ora di arrivare ad un totale di 2 milioni alla fine del 2014: di fatto la Cina è diventata un mercato importante tanto quanto quello di casa e le capacità produttive sono ormai a pieno regime, tanto da allungare considerevolmente le liste d'attesa.

Una inversione di tendenza rappresenterebbe sicuramente un danno enorme per le strategie globali. Sarà quindi molto importante verificare la situazione e valutare le strategie governative. A questo proposito la spinta verso la mobilità alternativa con veicoli ibridi ed elettrici potrebbe subire una ulteriore accelerazione, supportata da investimenti ed incentivi e motivata anche dalla difficile situazione del prezzo dei carburanti fossili.

  • shares
  • Mail
38 commenti Aggiorna
Ordina: