Ford, Mulally: la Fiat 500 non avrà successo negli Stati Uniti. Dopo la crisi resteranno sei costruttori

Alan MulallyIl presidente ed amministratore delegato Ford Alan Mulally ha espresso un parere critico riguardo l’introduzione della Fiat 500 sul mercato nord americano. “Non vedo grandi spazi di mercato per una macchina più piccola della Fiesta. Chi ci ha provato ha sempre fallito”. Con questo riferimento Mulally accenna alla Smart, unica vettura di segmento A presente negli Stati Uniti - nei prossimi mesi verrà introdotta la Scion iQ - e vittima di un’ormai continua flessione commerciale. Nell’intervista concessa al settimanale Panorama (in edicola quest’oggi) Mulally espone una teoria già formulata dall’amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne, che pronosticò la sopravvivenza di sei gruppi nel futuro panorama automobilistico mondiale.

Al termine della crisi economica “non esisteranno più di sei società automobilistiche in tutto il mondo. E credo che il problema non sia quante auto produrranno ma quanto riusciranno a guadagnare con le auto che venderanno”. Il manager statunitense prevede inoltre che il mercato crescerà nel 2011 di “almeno il 10 per cento” per un totale compreso “fra 75 e 85 milioni” di vetture. Mulally conclude l’intervista snocciolando i numeri di un bilancio record, il migliore dal 1999 con profitti netti per 6.6 miliardi di dollari. L’amministratore delegato Ford rivela infine che “nel 2020 tra il 10 e il 25 per cento delle auto vendute avrà una qualche forma di elettrificazione e pensiamo che la maggior parte di questa percentuale riguarderà auto ibride''.

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