NHTSA: primo passo verso un protocollo per i sistemi di comunicazione vehicle-to-vehicle

L'NHTSA rompe il ghiaccio in merito ai sistemi di comunicazione vehicle-to-vehicle: l'organo d'oltreoceano è infatti il primo ad aprire le trattative per stabilire regole ed elementi comuni. L'Europa insegue.

Il segretario dell’ente nazionale per la sicurezza stradale statunitense (NHTSA) sta lavorando in maniera concreta ad un protocollo con il quale regolamentare le tecnologie di comunicazione vehicle-to-vehicle, operazione necessaria per dare impulso ad una piattaforma che aiuterà gli automobilisti a prevenire numerose situazioni di potenziale pericolo. L’organismo sta inoltre conducendo test per valutarne l’affidabilità in condizioni d'uso. Alla decisione assunta da Anthony Foxx plaudiranno sicuramente le società che hanno già espresso la propria disponibilità nel fornire supporto (Cisco su tutte), mentre Google e Tesla si sono già esposte rivelando l’interesse nell’applicare le tecnologie sui rispettivi prodotti futuri.

Le tecnologie di comunicazione vehicle-to-vehicle permetteranno agli automobilisti di inviare e ricevere informazioni utili, dialogando in tempo reale con altri automobilisti oppure con le centraline distribuite lungo un dato percorso. I conducenti potranno così segnalare una coda improvvisa oppure ricevere un avviso qualora le condizioni del traffico siano in peggioramento. I sensori disseminati lungo un tratto di strada possono inoltre ottimizzare la resa dei semafori (analizzando ad esempio i flussi di traffico) ed indicare eventuali posti liberi all’interno di un parcheggio. La principale liaison mondiale in materia di comunicazione vehicle-to-vehicle è denominata Car-to-X (C2X). Fra gli attori spiccano i gruppi BMW, Daimler, Hyundai e VAG, oltre a giganti quali Bosch, Continental, Denso e NEC. L'Europa si trova tuttavia ad inseguire.

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