Marchionne e l'offensiva Fiat del 2012

Sergio Marchionne

Sergio Marchionne torna a parlare delle strategie commerciali di Fiat Group. Qui un sunto delle principali dichiarazioni rilasciate dal CEO Fiat/Chrysler nelle ultime ore. Secondo l’ad “È inutile lanciare nuovi modelli quando il mercato è difficile. Il 2011 per Fiat sarà un anno di transizione. Stiamo preparando un’offensiva per il 2102”. Marchionne ha parlato anche di Lancia e del suo futuro strettamente legato al successo della nuova Ypsilon, che sarà presentata al Salone di Ginevra per essere commercializzata a giugno: “È un prodotto completamente nuovo che entrerà nel segmento B a cinque porte. Voglio produrne più di 100 mila l’anno, ho grandi aspettative per questo modello: è una grande macchina. Questa vettura deve essere perfetta sotto ogni suo aspetto. Sappiamo che l'unione tra la stilistica italiana e la qualità polacca è positiva”.

Ribadito per l’ennesima volta che Alfa-Romeo non è in vendita: “Fossi matto, è roba nostra. Grazie a Chrysler l'Alfa arriverà in America, con una rete di 2 mila concessionari, e farà il botto". Non verrà ceduta la porzione relativa ai veicoli industriali, specie ai tedeschi: "Manco di notte. E l'arroganza tedesca, gliela raccomando. Quando volevo comprare Opel non me l'hanno data perché ero italiano...”. Marchionne ha invece dichiarato che sarebbe felice “di acquistare qualcosa” e ricorda nuovamente come Fiat potrebbe arrivare al 51% di Chrysler già quest’anno. Chiari i piani per la Fiat 500: “le prime 500 che sbarcheranno in Cina saranno costruite in Messico; (delle 120.000 in produzione) metà andranno in Nord America e l’altra metà in Cina e Brasile”.

Sergio Marchionne
Sergio Marchionne
Fiat 500 versione USA
Teaser nuova Lancia Ypsilon

Grosse promesse anche agli operai: “Fatemi migliorare il costo di utilizzo degli impianti e alzero' i salari. Possiamo arrivare al livello della Germania e della Francia. Io sono pronto”. Tuttavia “prima di parteciparli, gli utili dobbiamo farli”. Il nuovo contratto, dopo Pomigliano e Mirafiori, sarà presto esteso anche a Melfi e Cassino: “Non c'é alternativa. Non possiamo vivere in due mondi - afferma Marchionne - Io spero che, visto l'accordo alla prova, non vorranno vivere nel secondo mondo nemmeno gli operai”.

L’ad ha nuovamente specificato il carattere internazionale dell’azienda: “Bisognerà abituarsi al fatto che avremo più teste, a Torino, a Detroit, in Brasile, in Turchia, spero in Cina. Ma un cuore solo. Così rimarranno vive quelle quattro lettere del marchio Fiat”. Sulle nuove auto prodotte a Mirafiori, poi, aggiunge: “il Centro Stile rimane qui, il design, ma anche i progetti, le piattaforme di origine: la piattaforma della Giulietta è nata qui, è stata riadattata negli Usa, adesso torna qui per fare da base ai Suv Jeep e Alfa”.

(Grazie ai nostri lettori per le segnalazioni)

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