Top & Flop 2013 secondo auto|blog.it

Il meglio ed il peggio del 2013 appena trascorso secondo la redazione di autoblog.it.


Con l’augurio che il 2014 porti a tutti i lettori di autoblog.it tanta felicità e salute, vogliamo salutare il 2013 con una piccola riflessione su quelli che, a nostro avviso, sono il Top ed il Flop più importanti dell’anno appena trascorso. Un pensiero “a ruota libera”, secco, come viene dal cuore.

Il Top – La vettura che ci è piaciuta più di tutte in questo 2013 è certamente l’Alfa Romeo 4C. Non è una questione di prestazioni, pur elevate, o di tecnologia costruttiva, per quanto estremamente avanzata. La sportiva del biscione ci piace perché si è fatta carico di una “mission” che sta portando avanti magnificamente: riqualificare l’immagine del brand italiano nel mondo, dimostrando che “Alfa Romeo c’è”. In poche parole la 4C è la portabandiera di una nuova generazione di Alfa che verranno, pronte a riportare il marchio dove esso merita. Perlomeno è questo il sentimento e l’aspettativa che si prova osservando questa minuta sportiva.

Non è questione di numeri produttivi, quelli si sa, non possono essere affidati ad una super-light da meno di 1000 kg col telaio in fibra di carbonio, prodotta in 3500 pezzi ogni anno; trattasi invece della promettente prospettiva in cui la 4C ha traghettato e sta traghettando il pensiero di tutti gli alfisti, italiani e non. Questa Alfa così prestazionale ed evoluta rappresenta il nuovo cuore pulsante del brand e, al contempo, un’accesa speranza per un futuro in cui il costruttore possa confrontarsi con la diretta concorrenza senza complessi di inferiorità.

Il Flop – E’ passata quasi in sordina la bocciatura del Governo all’abolizione del superbollo: un gruppetto di Senatori di FI-Pdl (fra cui Paolo Romani e Maurizio Gasparri) ha recentemente depositato presso palazzo Madama l’emendamento 6.321 per l’abolizione del comma 21 dell’articolo 23 del decreto legge 6 luglio 2011; il comma del vituperato superbollo appunto, i famosi 20 euro per ogni chilowatt di potenza dei veicoli superiori a 185 kW. Un “atto dovuto” considerando il fallimento, su tutti i fronti, di questa tassa: nel solo 2012 si è determinata una perdita complessiva, tra minori entrate fiscali e mancato introito, di circa 140 milioni di euro. Uno sbaglio da oltre 300 milioni di euro se si considera l’obiettivo iniziale ed il risultato finale.

Qualunque persona dotata di un minimo di raziocinio sarebbe in grado di comprendere la necessità di rimettere mano alla faccenda. Eppure al Governo non la pensano così; il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, non la pensa così. Quest’ultimo ha infatti trasformato l’emendamento in un ordine del giorno che “impegna il Governo a valutare l’opportunità di dare attuazione al contenuto normativo dell’emendamento 6.321“. Una maniera politicamente corretta per metterci una bella pietra sopra e procedere con la linea attuale. Un famoso proverbio recita che “se errare è umano, perseverare è diabolico”. Ma in questo specifico caso la perseveranza appare demenziale nella sua totale assenza di lungimiranza, specie perché i risultati del fallimento sono conclamati.

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