Marchionne a Detroit: Fiat al 25% di Chrysler ed il punto su Mirafiori ed Alfa Romeo


Fiat sale dal 20 al 25% nella quota azionaria di Chrysler: ad annunciarlo è stato lo stesso Sergio Marchionne, Ceo Fiat/Chrysler, durante una conferenza stampa tenuta al Salone di Detroit. Il traguardo, come ha spiegato il manager italocanadese, è stato ottenuto “perché è stata adempiuta la prima condizione con la tecnologia Fiat certificata negli Usa”. Nello specifico, come riporta il comunicato stampa diramato dal Lingotto “ Chrysler Group- come descritto nell'accordo operativo del 10 giugno 2009- ha emesso una lettera d'impegno irrevocabile nei confronti del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti con la quale la società dichiara di aver ricevuto le necessarie autorizzazioni regolamentari e che inizierà la produzione commerciale del motore Fire (Fully Integrated Robotized Engine) nel suo stabilimento di Dundee (Michigan, USA). Di conseguenza la quota di partecipazione di Fiat è automaticamente aumentata come previsto nell'accordo operativo”.

Ma Marchionne non ha esitato a chiarire che “ci sono le condizioni per salire al 51% entro l'anno (una volta estinto il debito col Governo USA). Fiat ha le risorse finanziarie per farlo anche adesso se necessario”. L’incremento al 25% redistribuisce le quote azionarie nel seguente modo: i sindacati americani Uaw Veba detengono il 63,5% del capitale, il Tesoro Usa il 9,2% e il governo canadese il 2,3%. L’azienda italiana potrà aumentare la sua quota al 35% attraverso il raggiungimento dei target di cui abbiamo parlato qui. La prima vettura a dotarsi di motore Fire sarà la 500 1.4 con tecnologia Multiair la cui commercializzazione inizierà a giorni presso le concessionarie Chrysler.

Il Ceo Fiat/Chrysler ha fatto anche il punto della situazione di Mirafiori ribadendo la posizione di forza di Fiat Group: se al referendum sullo stabilimento ci sarà il 51% di SI “"il discorsi si chiude, l'investimento si fa. Se non si raggiunge il 51% salta tutto e andiamo altrove. Fiat ha alternative nel mondo, aspettiamo di vedere cosa succederà giovedì e venerdì e se il referendum non passerà ritorneremo a festeggiare a Detroit”. Il presidente John Elkann ha aggiunto: "Speriamo che il buon senso prevalga".

Marchionne ne ha anche per Alfa Romeo e per il suo possibile ritorno in USA già possibile dal 2012: "La Giulia è in effetti la vettura più idonea - ha aggiunto - perché realizzata su piattaforma americana, ma il nostro obiettivo è di portare tutta la gamma Alfa in America, inclusa la macchina che dovrebbe essere prodotta a Mirafiori". A rassicurare tutti gli alfisti impauriti dall’interessanto VW per la casa del biscione ci pensa John Elkann: "nessuna intenzione di vendere pezzi del Gruppo, ci teniamo stretto tutto. Anche se ci offrono un sacco di soldi, abbiamo investito troppo". Ancora più chiaro Marchionne: "Per il momento non vendiamo nulla: zero cessioni - ha detto - e anche il discorso Ferrari è chiuso, non si vende niente. Fiat può fare quello che deve fare con Chrysler anche senza vendere niente".

  • shares
  • Mail
108 commenti Aggiorna
Ordina: