Pomigliano: firmato il nuovo contratto

Fiat Pomigliano d'Arco

Il nuovo contratto per lo stabilimento di Pomigliano d'Arco è stato firmato e saranno così sbloccati gli investimenti previsti dal gruppo Fiat per 700 milioni di Euro. Fim, Uilm, Ugl e Fismic hanno firmato, mentre Fiom è rimasta sulla proprie posizioni contestando la legittimità stessa del testo, come già accaduto a Giugno quando furono presi gli accordi preliminari ed annunciando uno sciopero generale il prossimo 28 Gennaio. I 4600 dipendenti riassunti dalla Newco riceveranno salariali, nuovi inquadramenti professionali e saranno impiegati nelle linee di montaggio della nuova Panda, attesa alla fine del 2011, vero cardine del rilancio dello stabilimento campano. La produzione sarà articolata su 18 turni, 24 ore al giorno per 6 giorni la settimana.

Il ministro del lavoro Sacconi, come riportato dal Corriere, ha commentato positivamente l'accordo: "la firma del contratto collettivo che verrà applicato ai lavoratori assunti dalla nuova società Fiat di Pomigliano consolida l'investimento promesso, e già avviato, mentre migliora le condizioni retributive e le potenzialità di progressione reddituale e professionale dei lavoratori. Il Governo ha fatto la sua parte con la detassazione - al dieci per cento - di tutta la parte del salario che si può ricondurre alle intese per la maggiore produttività del lavoro. Tutto ciò nasce da esigenze pratiche e non da disegni ideologici. Ben venga tuttavia un'utile discontinuità nel sistema di relazioni industriali, soprattutto là ove il vecchio impianto politico-culturale fondato sull'inesorabile conflitto sociale ha prodotto bassi salari e bassa produttività. È ora il tempo di accelerare tutto ciò che, al contrario, può far crescere tanto i redditi da lavoro quanto la competitività delle imprese perchè le relazioni industriali hanno un ruolo primario nell'attrazione di investimenti".

Diametralmente opposta la posizione di Fiom, come traspare dalle dichiarazioni del segretario generale Maurizio Landini: "L'accordo siglato per il nuovo contratto di lavoro per lo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco è ancora un fatto gravissimo. Fa sorridere: avevano fatto un accordo separato a giugno, ed ora ne hanno dovuto fare un altro per peggiorare ancora le condizioni. L'accordo di oggi dimostra ancora una volta che Fiat vuole cancellare il contratto e i diritti dei lavoratori".

Gli accordi separati creati da Marchionne per Pomigliano e Mirafiori sono inoltre stati fatti al di fuori di Confindustria, ma la situazione potrebbe normalizzarsi nei prossimi mesi, come traspare dalle dichiarazioni rilasciate a MF dal vicepresidente Alberto Bombassei, critico verso i sindacati: "E' dal 2004 che aspettiamo una proposta unitaria di Cgil, Cisl e Uil. Spetta a loro proporre, perché non possiamo essere noi a stabilire le regole che riguardano direttamente i sindacati. Sono loro a essere latitanti. Lo strappo di Marchionne che ha creato due newco, Mirafiori e Pomigliano, fuori dalla Confindustria è solo un fatto tecnico, mentre il vero problema è la Fiom: sono fuori dal mondo. Mi pare legittimo che dando vita a due nuove società non si vogliano portare dentro una serie di vecchie regole e di orpelli che hanno fatto il loro tempo. Per Confindustria non è un'offesa. Infatti darà il suo contributo".

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