Cuba: da gennaio ad oggi vendute solo 50 automobili

Dal 1 gennaio ad oggi solo 50 automobili e 4 motociclette hanno cambiato proprietario. La riforma del mercato automobilistico entrata in vigore a Cuba sembra non funzionare.

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Le misure intraprese dal Governo cubano per liberalizzare il mercato automobilistico non hanno fornito gli effetti desiderati: da gennaio ad oggi solo 50 vetture e 4 motociclette hanno varcato i cancelli dei rispettivi punti vendita. L’agenzia Reuters scrive che gli 11 concessionari hanno venduto automobili per un valore complessivo equivalente ad 1.28 milioni di dollari (940.000 euro), da cui si deduce che i veicoli potrebbero essere in realtà di seconda mano: il prezzo medio è infatti di 23.759 dollari (17.430 euro), cifra decisamente contenuta se paragonata a quanto chiesto per una vettura nuova.

Un esempio? La BBC ha appurato nello scorso gennaio che una Peugeot 508 arriva a costare ben 262.000 dollari! Tale cifra è determinata da una tassazione particolarmente elevata, i cui proventi verranno destinati ad iniziative di ampio respiro: il 75% di quanto ricavato da ciascuna vettura sarà utilizzato anche per ottimizzare, rinnovare e potenziare la rete del trasporto pubblico. L’intento è lodevole, peccato che si scontri con la realtà dei fatti: nell’isola lo stipendio medio è di soli 20 dollari.

I cubani possono comprare e vendere automobili solo dal 2011. La platea di modelli è circoscritta a berline degli anni ’50, le ultime ad essere importate prima che entrasse in vigore l’embargo (1959). Solo i membri delle elite hanno potuto nel frattempo acquistare modelli più recenti.

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La riforma del mercato auto cubano? Una Peugeot 508 ora costa 262.000 dollari!

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La riforma del mercato automobilistico cubano va ritenuta una di quelle cure più dannose del male. Il motivo? Una corrispondente della BBC ha infatti appurato che il prezzo delle vetture nuove è totalmente fuori mercato. Basti sapere che una Peugeot 508 costa ben 262.000 dollari, quando il salario medio è nell’ordine dei 20 dollari al mese. Tale squilibrio è giustificato da una tassazione particolarmente elevata, i cui proventi verranno destinati ad iniziative di ampio respiro: Sarah Rainsford riferisce infatti che il surplus applicato a ciascuna vettura sarà utilizzato anche per ottimizzare, rinnovare e potenziare la rete del trasporto pubblico.

Nel suo articolo non mancano poi i commenti di automobilisti delusi, risentiti, irritati, che domandano e si domandano quanti di loro potranno mai concedersi un simile privilegio. Tale malcontento non sembra comunque rispecchiarsi nella pratica. La giornalista ha infatti raggiunto il titolare di un concessionario, secondo cui alle 14 di venerdì 3 gennaio aveva già venduto 6 automobili – la più cara delle quali costava 50.000 dollari. Sono i primi giorni nei quali la riforma è in vigore, questo è vero, ma ci sembra che non abbia al momento apportato sostanziali migliorie.

Con il vecchio sistema i richiedenti dovevano presentare un’autorizzazione del governo, elemento colpevole di generare un mercato nero ed un sentimento di crescente insoddisfazione.

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Cuba: il mercato dell'auto diventa (quasi) libero

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Gli automobilisti cubani potranno finalmente sbarazzarsi delle automobili risalenti agli anni ’50 ed acquistare in tal modo vetture contemporanee, in virtù della riforma che sarà in vigore dalle prossime settimane. Gli abitanti dell’isola hanno avuto finora a disposizione solo le automobili importate prima della rivoluzione – conclusasi nel 1959, anno in cui salì al potere Filde Castro –, ovvero 60.000 vetture americane adottate prima che entrasse in vigore l’embargo e che potevano essere vendute/acquistata a prezzi decisi dallo stato. Vi sono tuttavia anche alcuni modelli di produzione sovietica, assegnati dal governo a personaggi di rilevanza nazionale. Questo meccanismo venne aggiornato nel 2011.

Una riforma autorizzò la compra-vendita di automobili nuove, la cui diffusione è stata limitata da un ingombrante paletto: i richiedenti dovevano infatti presentare un’autorizzazione del governo, elemento colpevole di generare un mercato nero ed un sentimento di crescente insoddisfazione. Ed è proprio l’abolizione di tale documento che renderà il mercato automobilistico finalmente (più) libero. I dettagli dell’operazione verranno pubblicati solo fra qualche giorno. Pare tuttavia che ai privati sarà ancora vietato importare l’auto di maggior gradimento, dal momento che il monopolio della vendita resterà esclusiva dello Stato. La transizione dal vecchio al nuovo sistema sarà comunque graduale.";}}

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