Le impressioni della nuova Civic Hybrid


Come anticipato su MSB, in occasione della presentazione stampa, ho provato la nuova Civic Hybrid. Eccomi con alcune veloci impressioni relativamente alla vettura.
Rappresenta la terza generazione del sistema IMA (Integrated Motor Assist) iniziato nel 1999 con la Insight e continuato nel 2003 con la Civic IMA. Oltre 130.000 vetture vendute nel mondo, inclusa la versione della Accord che disponeva di un V6.

La nuova Civic presenta diversi aggiornamenti sia aerodinamici, tra cui un parabrezza visivamente più inclinato, che meccanici con il sistema ibrido che si avvale di un 1,3 litri VTEC a tre stadi e il motore elettrico con una potenza superiore del 50% rispetto al precedente, che pur mantiene le stesse dimensioni e la stessa disposizione. Senza inoltrarmi nelle specifiche tecniche e nei principi di funzionamento (mi dilungherò sul prossimo numero di Automobilismo) l’aspetto dinamico vale la pena evidenziarlo. Innanzitutto la trasmissione CVT non mi piace. Sicuramente comodissima per l’utenza ideale di questo tipo di auto, ma impone un modo completamente diverso di guidare. E’ necessario gestire l’acceleratore con parsimonia, chiedere potenza con estrema gradualità perché altrimenti l’ago del contagiri si piazza subito sui 6000 e la velocità cresce al passo di lumaca. Sembra di guidare un’auto con la frizione che slitta senza sosta. Cosa brutta.


La collaborazione tra motore elettrico e termico praticamente non si sente. La vedi dalle indicazioni delle barre luminescenti del cruscotto che crescono e decrescono rapidamente in funzione del supporto che il motore elettrico da all’avanzamento e te ne accorgi dal consumo, sembra che la Hybrid vada ad aria!


La dinamica, invece, è la migliore conferma che si tratta di un’Honda. Mi ha sorpreso l’incredibile reattività dell’avantreno, solo delle tranquille 195/65 R15 a basso attrito eppure sembra di trovarsi di fronte ad un pneumatico con un indice di calettamento ben più performante. Il davanti va dove tu vuoi, vivace e, soprattutto, preciso.

Oltre alla qualità dell'avantreno, devo anche evidenziare le eccellenti doti dello sterzo che risponde sempre molto preciso alle richieste di chi guida: è pronto, sufficientemente sensibile ai piccoli angoli, generalmente sempre molto consistente soprattutto all’aumentare del ritmo.

Il telaio, infine, fa la sua parte. Rigido e con una piacevolissima sensazione di compattezza che fa percepire, in ogni istante, il comportamento del retrotreno, sempre fedele nel copiare la strada aperta dell’anteriore. Merito di una cinematica che bilancia saggiamente la tradizione, con lo schema McPherson davanti con l’innovazione di un raffinato – e bello da vedere – multilink a doppio triangolo, posteriormente.

Ottima impressione generale, quindi. Il CVT può non piacere ma la Civic Hybrid incarna il DNA Honda a tutti gli effetti.




Tre viste della nuova Civic Hybrid. L'architettura a tre volumi, non particolarmente apprezzata sul mercato italiano, è stata scelta per rispondere, invece, alle aspettative di quello americano, dove si attendono le vendite più importanti






Due immagini del cruscotto che riprende il layout a due livelli introdotto con la nuova Civic. A sinistra si possono notare i due indicatori relativi al regime di utilizzo del motore elettrico

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