General Motors chiede stipendi più alti per i top manager

A seguito della vicenda della bancarotta controllata e dei prestiti governativi che l’hanno aiutato a risalire la china, il colosso General Motors si era visto imporre per manovra governativa un tetto agli stipendi del management. Ora a distanza di qualche tempo dalla brutta vicenda che la investì in pieno durante le fasi più cupe della


A seguito della vicenda della bancarotta controllata e dei prestiti governativi che l’hanno aiutato a risalire la china, il colosso General Motors si era visto imporre per manovra governativa un tetto agli stipendi del management. Ora a distanza di qualche tempo dalla brutta vicenda che la investì in pieno durante le fasi più cupe della crisi economica mondiale, Dan Akerson, il CEO del gruppo, si è rivolto al Tesoro USA per ottenere più libertà in fatto di paghe dei dirigenti.

Il monito con cui Akerson motiva la richiesta è che con stipendi troppo bassi si finisce per allontanare la qualità e i manager più capaci, naturalmente richiesti e attratti da chi è in grado di offrire loro di più. “Dobbiamo rimanere competitivi ed essere in grado di trattenere il talento, ma stiamo iniziando a perdere terreno in questa fase”, ha affermato Akerson.

Ora che il Tesoro ha ridotto la propria quota in GM dal 61% al 33% dopo l’IPO lanciata dal costruttore il mese scorso, Akerson ritiene che Detroit debba sottostare a restrizioni meno severe da parte del Governo Federale. “Siamo stati umiliati per aver sfiorato il fallimento, ma oggi GM è un’azienda tutta nuova”, conclude il CEO. Ascolteranno il suo appello a Washington?

Via | LeftLane

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