Marchionne: “Mirafiori? Abbiamo diversi piani B”

E’ inutile dirvi che ci aspettiamo sonore contestazioni per l’ultima uscita di Marchionne: l’ad Fiat, interpellato sulla questione Mirafiori, avrebbe precisato di avere “diversi piani B” a riguardo ma “questa non è una minaccia” (ma un sonoro avvertimento si). Inclusa, tenetevi forte, una possibile produzione negli USA. Marchionne ha anche dichiarato di non essere sicuro


E’ inutile dirvi che ci aspettiamo sonore contestazioni per l’ultima uscita di Marchionne: l’ad Fiat, interpellato sulla questione Mirafiori, avrebbe precisato di avere “diversi piani B” a riguardo ma “questa non è una minaccia” (ma un sonoro avvertimento si). Inclusa, tenetevi forte, una possibile produzione negli USA. Marchionne ha anche dichiarato di non essere sicuro che l’accordo sull’impianto italiano verrà siglato entro Natale; né che Fiat continuerà a fare parte di Confindustria, che intanto cerca di circoscrivere lo scisma tra il Lingotto ed i sindacati: “Entrare o uscire da Confindustria è un dettaglio, non importa: quello che importa è garantire a Fiat la governabilità dell’impianto”.

Forse mai come questa volta l’ad ha voluto apparire forte e incorruttibile sulla questione italiana agli occhi di Chrysler e degli investitori americani: “Io non ho preconcetti, lavoro nel contesto che ho, ma Fiat è in società con Chrysler e dobbiamo garantire a loro il successo degli investimenti”. Intanto giovedì o venerdì è fissato un nuovo incontro fra l’ad ed Emma Marcegaglia, la presidente di confindustria.

L’idea di una Fiat con una “Mirafiori americana” ci sembra molto improbabile (ma non impossibile). Marchionne è quanto mai deciso dei suoi ideali e non sembra voler apparire “moscio” di fronte all’amministrazione americana, forse un po’ preoccupata delle turbolenze italiane. Ma stavolta l’ad ci è apparso poco determinato nel trovare una soluzione per Mirafiori, simbolo della produzione della casa torinese. Inoltre non ci sembra che gli investimenti versati dalle casse dello Stato Italiano al Lingotto in decenni di storia siano messi su un piano di pari dignità rispetto a quelli, i primi, dei contribuenti americani (quelli che “devono essere garantiti”). Ma forse quella dell’uomo col maglione blu è solo una tattica economico-politica. Almeno è questa la speranza.

Via | Repubblica

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