Automobili elettriche: + 100% rispetto al 2013!

A livello globale si è passati dagli 80.000 veicoli del dicembre 2011 agli oltre 400.000 del dicembre 2013. Tale statistica riguarda solo le ibride plug in, le elettriche e le EREV, mentre non include le ibride tradizionali.

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La diffusione delle automobili plug-in è certificata da percentuali a tre cifre. Il sito Tree Hugger ha ripreso un interessante grafico dell’istituto ZSW, il quale documenta la penetrazione delle vetture alimentate a batterie. Scopriamo così che in appena 3 anni si è passati dalle 25.000 unità vendute a livello globale nel dicembre 2010 alle 405.000 del dicembre 2013, la maggior parte delle quali negli Stati Uniti, in Giappone ed in Cina.

E’ poi significativo sottolineare come il tasso di crescita anno-su-anno sia pari al 100%: dagli 80.000 esemplari del dicembre 2011 si è passati ai 200.000 del dicembre 2012, mentre la stima relativa al dicembre 2013 è nell’ordine delle 400.000 unità. Tale conteggio include solo le ibride plug-in, le elettriche e le elettriche ad autonomia estesa. Non rientrano nella statistica le ibride ‘semplici’ – sono circa 6 milioni –, così come le motociclette elettriche, i mezzi di trasporto ed i pullman.

Stati Uniti, Giappone e Cina precedono Francia, Paesi Bassi, Norvegia e Germania, mentre Nissan è la casa a vantare i risultati più convincenti. Il marchio giapponese è rincorso da General Motors/Opel e Toyota, mentre Tesla registra il tasso di crescita più significativo. La maggior parte delle batterie giunge da Giappone e Corea del Sud.

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Il problema delle auto elettriche? Mancano le aree di carica

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Lo scarso successo finora raccolto dalle automobili elettriche è determinato anche dalla mancanza di un’infrastruttura per la ricarica. E’ la conclusione di una ricerca condotta presso la statunitense Carnegie Mellon University (Pittsburgh). Il professor Chris Hendrickson ed i suoi collaboratori hanno stabilito che solo il 40% degli automobilisti può disporre di un posto auto in cui effettuare comodamente l’operazione di ricarica, mentre il restante 60% ne è sprovvisto. Di più: la maggior parte del citato 40% vive in una struttura multi-famigliare, contingenza che priva della sufficiente libertà d’esercizio nell’utilizzare l’impianto elettrico.

Lo studio rivela un segreto di Pulcinella e non fornisce alcun elemento di cui non potessimo già sospettare, ma spinge una volta in più a domandarsi per quale motivo non sia stato elaborato un piano organico per potenziare le infrastrutture necessarie, tanto a livello pubblico quanto a livello privato. Alcuni analisti hanno tuttavia vaticinato l’imminente espansione di parcheggi nei quali attaccare la spina, ma i recenti fallimenti delle società Ecotality e (soprattutto) Better Place non forniscono alcuna rassicurazione.";}}

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