L’invecchiamento della popolazione aiuterà la diffusione delle automobili senza conducente?

Nei prossimi decenni la percentuale di anziani crescerà in maniera significativa tanto in Giappone quanto negli Stati Uniti. Il successo delle automobile a guida autonoma potrebbe essere legato proprio a questo fattore.

L’inesorabile invecchiamento della popolazione determinerà il successo e l’affermazione delle vetture a guida autonoma. La convinzione è espressa da vari analisti, particolarmente interessati ad approfondire l’esempio giapponese. L’arcipelago è indicato quale terzo mercato automobilistico mondiale e quale nazione dal più elevato tasso d’invecchiamento. Bloomberg integra questi primati con una statistica tutt’altro che confortante: nel 2012 sono morte sulle strade giapponesi 4.411 persone, la maggior parte delle quali (2.264) aveva già oltrepassato i 65 anni. E’ inoltre risaputo che il 90% degli incidenti sono causati da distrazioni.

E’ quindi immediato ritenere che le self-driving cars possano quantomeno ridurre la misura del problema. Di tal opinione è ad esempio Mitsuhiko Yamashita, vice-presidente del marchio Nissan, secondo cui “le vetture a guida autonoma potrebbero rivelarsi estremamente utili per aiutare le persone anziane o con problemi di tipo fisico”. Dello stesso parere è Zhou Lei, analista presso la società Deloitte, il quale allarga i confini della questione: “Quanto sta avvenendo in Giappone sarà presto vissuto anche negli Stati Uniti e nei paesi emergenti, soprattutto in Cina. La domanda sarà quindi sconfinata”.

I numeri lo confermano: il governo giapponese ha calcolato che le persone più anziane di 65 anni aumenteranno dal 24% del 2012 al 40% del 2060, mentre negli Stati Uniti la percentuale crescerà dal 13% del 2010 al 20% del 2050 (88.5 milioni di persone).

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