L’infanzia dei loghi automobilistici…

La storia del Cavallino Ferrari è nobile ed affascinante. Marco Kuiper ha provato ad analizzarla da una prospettiva più naturalistica e darwiniana, applicando lo stesso principio per i loghi Jaguar, Lamborghini e Maserati.


Era il 1929 quando debuttò l’emblema della Scuderia Ferrari. Si trattava di un cavallino rampante, in origine dipinto sulla carlinga del caccia di Francesco Baracca e dal 9 luglio 1932 destinato a tutte le vetture realizzate da Enzo Ferrari. Baracca era un asso dell’aviazione, caduto sul Montello, i cui genitori convinsero Ferrari ad applicare il portafortuna utilizzato dal figlio sulle nasciture automobili. Questa è l’origine di uno fra i simboli più noti al mondo. A noi piace tuttavia immaginare che il Cavallino abbia avuto un’infanzia, così come il giaguaro di Jaguar ed il toro di Lamborghini.

Anche il Cavallino Ferrari ha avuto una giovinezza
Anche il Cavallino Ferrari ha avuto una giovinezza
Anche il Cavallino Ferrari ha avuto una giovinezza
Anche il Cavallino Ferrari ha avuto una giovinezza

Stesso discorso per il tridente di Maserati, che priva di rivelarsi tale sarà pur stato un’innocua forchettina. Le immagini sono state realizzate da Marco Kuiper. Risalgono ormai a qualche anno fa, ma è sempre piacevole rivederle e pensare che i simboli ad espressione del nostro sentimento avranno avuto le sembianze di un gattino spuntato, di un vitellino spaurito e di un buffo cavallino. Cogliamo l’occasione per ricordarvi che potete inviare video e fotografie all’indirizzo suggerimenti@autoblog.it, che siano esse di prototipi camuffati o riguardanti – come in questo caso – episodi più divertenti.

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