Marchionne: più garanzie per gli stabilimenti italiani

Sergio Marchionne Fabbrica Italia

“Ci sono solo due parole che […] richiedono di essere pronunciate: una è sì, l'altra è no”. L’ultimatum posto dall’amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne ai sindacati si esprime nella richiesta di “garanzie che gli stabilimenti possano funzionare”. Il “’sì’ vuol dire modernizzare la rete produttiva italiana, ‘no’ vuol dire lasciare le cose come stanno” ha spiegato Marchionne, “accettando che il sistema industriale continui a essere inefficiente e inadeguato a produrre utile e quindi a conservare o aumentare i posti di lavoro”. Durante il colloquio con i sindacati organizzato presso la Regione Piemonte in presenza di Maurizio Sacconi, ministro del Welfare, il manager ha poi confermato il piano d’investimenti ‘Fabbrica Italia’ (“Siamo l'unica azienda ad investire 20 miliardi nel Paese”) e smentito le pessimistiche previsioni relative al futuro di Mirafiori, visto che “la gamma dei prodotti prevista nel piano quinquennale del gruppo è talmente ampia che ci sono altre possibilità a disposizione”. Per questo motivo “il trasferimento in Serbia (della monovolume L0, nda) non danneggia Mirafiori”.

Marchionne si è poi soffermato sul contratto di lavoro dei metalmeccanici, lasciando intendere come il suo annullamento - in concomitanza con l’abbandono di Confindustria - sia un’ipotesi tenuta in considerazione. “Si parla molto della possibilità che Fiat decida la disdetta dalla Confindustria e - ha puntualizzato il manager - quindi dal contratto dei metalmeccanici alla sua scadenza. Sono tutte strade praticabili, di cui si discuterà al nuovo tavolo convocato con il sindacato nazionale”.

Via | Corriere

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