Audi A7: l'anello che mancava

Audi A7 Sportback

Con l'Audi A7 Sportback si completa il quadro delle denominazioni della Casa di Ingolstadt. Dall'A1 all'A8, adesso c'è una vettura Audi per ogni numero, in attesa del ritorno dell'A2 e del debutto dell'improbabile A9, mentre la sigla A0 potrebbe identificare la citycar elettrica a zero emissioni che deriverà dalla Volkswagen E-Up! Concept. La sigla A7 ha avuto una lunga gestazione: infatti, a fine anni '90 doveva identificare la mai nata MPV di classe premium che sarebbe derivata dalla Volkswagen Sharan per competere con la Mercedes Classe V.

Dopo l'abbandono del progetto relativo alla monovolume di lusso, Audi puntò inizialmente sul nome A7 per identificare la versione di serie della concept Pikes Peak. L'auto rimase fedele al numero, ma la Casa di Ingolstadt decise di virare sull'inedita sigla Q7, anche perché la prima SUV di Audi debuttò in occasione dei 25 anni della trazione integrale quattro. Adesso, invece, l'Audi A7 è diventata realtà e rappresenta la berlina coupé che andrà a competere direttamente con la nuova Mercedes CLS.

Essendo caratterizzata da un numero dispari, è molto probabile che la gamma non resti limitata alla sola variante Sportback. Come le varie A1, A3 e A5, l'Audi A7 potrebbe essere proposta anche nelle varianti coupé e Cabriolet, anche perché la Casa di Ingolstadt ha l'obiettivo di conquistare la leadership del mercato premium nel 2015. E mancare all'appuntamento con un segmento già occupato dalla diretta concorrenza con BMW Serie 6 e le Mercedes Classe E Coupé e Cabrio, potrebbe rappresentare un errore anche sul piano dell'immagine.

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