Ferrari, intervista ad Eric Clapton: "Da bambino volevo fare il pilota"

Ferrari, nella persona di Stefano Lai, responsabile comunicazione del Cavallino, ha intervistato qualche mese fa quella leggenda vivente di Eric Clapton. La clip torna d'attualità dopo la recente domanda: "ma alla fine, 'sta 458 Italia col dodici cilindri gliela fanno o no?" Boh, il dubbio rimane anche dopo il video, come vi diremo fra poco.

Tra frasi di rito e osservazioni di circostanza, l'intervista ha anche attraversato momenti di sincera passione. Clapton ha confessato che da bambino andava matto per le macchine e le gare, e che ricorda molto bene i tempi eroici di Fangio e Hawthorn, quando era questione di uomini veri e siluri micidiali, pezzi di raffinata "orologeria" tutta e solo meccanica, spinti da indimenticabili plurifrazionati.

Davanti a cotante meraviglie d'ingegneria, il piccolo Eric aveva sentito nascere il desiderio di diventare, "da grande", un vero pilota. Con quali esiti agonistici non lo possiamo sapere. Di certo ci saremmo persi Slowhand e tutta la sua classe cristallina...

Clapton, grande amico di Felipe Massa, ha dichiarato di amare Ferrari per la passione che infonde nelle sue creazioni e perché la considera da sempre il punto di riferimento nel mondo dell'auto. "La mia mente soffre di un perfezionismo maniacale, e trovo in Ferrari lo stesso...difetto".

Il nostro, possessore di una 612 Scaglietti e di una 599 GTB (fra le tante eh, mica ne ha due sole...), ha poi affermato, un po' a sorpresa di preferire la prima alla seconda, opinione contraria a quella di molti altri appassionati, come Clapton stesso ha riconosciuto.

Un fatto è certo: gli piacciono da impazzire le V12, il cui sound è musica vera (e se lo dice lui...). Un po' meno le V8. "Ti facciamo sentire la 458 e cambierai idea", osserva Lai con un pelo d'ironia. Risatina complice dei due. Oh, ma allora? Si fa o no il trapianto??? Dai che siamo curiosi qui!

Via | Automocionblog

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