Biocarburanti ad alghe: proseguono le ricerche

Uno studio testimonia la validità dei biocarburanti ad alghe. Va tuttavia risolto il nodo relativo al loro costo, ancora troppo elevato: per produrre alghe è infatti necessaria un'enorme quantità d'acqua.

biocarburante_alghe

L’Algae Biomass Organization (ABO) ha pubblicato i risultati di uno studio volto a determinare la sostenibilità delle alghe, indicate a più riprese quale elemento da cui ricavare biocombustibili di nuova generazione. E’ dunque emerso che tale risorsa produce anidride carbonica nella misura del 50/70 per cento inferiore rispetto a carburanti di origine fossile. Questo valore è stato ottenuto applicando il modello del Ritorno energetico sull'investimento energetico, coefficiente che indica la convenienza di una fonte d’energia in termini di resa energetica.

I responsabili hanno svolto l’indagine in due impianti statunitensi, entrambi nel New Mexico. Loro obiettivo si è rivelato il monitoraggio dell’intero ciclo vitale di un’alga, da quando viene coltivata a quand’è trasformata in combustibile. Gli studiosi hanno ottenuto la collaborazione dell’azienda Sapphire Energy, leader nel settore, che già nel 2009 sviluppò una miscela di benzina rinnovabile a base di alghe. Tale società ha beneficiato di un sostanzioso finanziamento elargito da Bill Gates: l’imprenditore statunitense mise a disposizione ben 100 milioni di dollari per la costruzione dello stabilimento in cui si è svolta la ricerca.

La scelta di carburanti algali non è comunque priva di controindicazioni. E’ infatti emerso che i costi di produzione sono nettamente superiori rispetto ad un carburante tradizionale, in virtù del maggior fabbisogno di acqua. Per produrre 25 miliardi di galloni di olio di alghe sarebbe infatti necessaria una quantità d’acqua equivalente di circa un quarto al fabbisogno annuale utilizzato dagli Stati Uniti per alimentare il proprio settore dell’agricoltura.

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