Lotus: non più solo sportive dure e pure

Cambio di direzione epocale in vista per Lotus: giorni fa la casa inglese ha lanciato un’enigmatica immagine accompagnandola al claim “The Dawn of a New Era”, in riferimento ad una novità in programma per il Salone di Parigi di ottobre. E oggi iniziano a spuntare le prime indiscrezioni su ciò che si nasconde dietro all’annuncio.

Cambio di direzione epocale in vista per Lotus: giorni fa la casa inglese ha lanciato un’enigmatica immagine accompagnandola al claim “The Dawn of a New Era”, in riferimento ad una novità in programma per il Salone di Parigi di ottobre. E oggi iniziano a spuntare le prime indiscrezioni su ciò che si nasconde dietro all’annuncio.

Il costruttore si starebbe preparando ad un allontanamento dalle sportivissime Elise ed Exige, auto senza compromessi, per avvicinarsi al settore delle granturismo, modelli del calibro delle supercar prodotte da Ferrari, Aston Martin o Porsche.

Le Lotus del futuro saranno dunque meno essenziali e radicali delle attuali: la casa di Hethel attraverserà un vero e proprio processo di upmarketing, che la porterà a realizzare sportive più costose, tecnologiche e meglio rifinite. Questo però non vorrà dire che Elise ed Exige spariranno, almeno non nei prossimi anni.

Lotus Elise 2010
Lotus Elise 2010
Lotus Elise 2010
Lotus Elise 2010


A rivelare la nuova strategia è stata la casa malese Proton, che possiede Lotus dall’ormai lontano 1996: gli asiatici sono stufi dei magri risultati della controllata, che non ha mai ottenuto un profitto nel corso di questi 14 anni, e si sono dati l’obiettivo di raggiungere i ricavi entro il 2015.

Proton ha anche rivelato il nuovo motto della casa: “Tomorrow’s luxury sports car, today”. Il cuore della futura gamma ispirata a questo nuovo imperativo, si troverà nella fascia di prezzo tra i 100.000 ed i 130.000 euro, e i modelli che verranno faranno sfoggio di tutta una serie di innovazioni tecnologiche.

Arriveranno un cambio sette marce a doppia frizione, appendici aerodinamiche attive, assetti regolabili elettronicamente, nonché carburanti alternativi, motorizzazioni ibride ed EREV. Dal punto di vista commerciale, l’obiettivo è quello di portare entro il 2015 gli attuali volumi da 2000-2500 auto l’anno fino a 6000-8000, ampliando contestualmente il raggio d’azione da 30 a 55 paesi.

Tutto qui? Ma quando mai: questi ambiziosi obiettivi di crescita dovranno essere supportati da qualcosa in grado di fare grandi volumi: ecco allora che la casa produrrà anche una piccola, che condividerà motori e piattaforma con la derivata di serie della Proton Emas, concept disegnata da Giugiaro e presentata al Salone di Ginevra lo scorso marzo.

Se state pensando all’Aston Martin Cygnet avete colto nel segno: come è in quel caso, anche la variante Lotus della Proton si farà notare per finiture di un livello decisamente superiore dal modello da cui deriva. Per riuscire in una simile rivoluzione, la casa, come spiegato oggi dalla Proton in Malesia, si affiderà alle capacità dei tanti manager internazionali “reclutati” nei mesi scorsi, in una campagna di shopping che sembrava non avere fine. E che deve essere costata un sacco di soldi agli asiatici…

Via | Autocar

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