Janice Keihanaikukauakahihuliheekahaunaele può ora riportare il proprio cognome sulla patente

Janice Keihanaikukauakahihuliheekahaunaele potrà da ora leggere l'intero suo cognome sulla patente. Finora nelle Hawaii c'era infatti la possibilità di riportare al massimo 35 caratteri.

a:2:{s:5:"pages";a:2:{i:1;s:0:"";i:2;s:53:"Il cognome è troppo lungo. Sulla patente non ci sta!";}s:7:"content";a:2:{i:1;s:1514:" janice_keihanaikukauakahihuliheekahaunaele

Miss Keihanaikukauakahihuliheekahaunaele ha vinto la propria battaglia giudiziaria e potrà finalmente leggere il proprio cognome anche sulla patente di guida. Termina quindi con il lieto fine la vicenda della 54enne statunitense, vedova del signor Keihanaikukauakahihuliheekahaunaele, caparbia a sufficienza da imporre un cambiamento nella legge vigente nel 50° stato degli USA: finora non si potevano infatti registrare cognomi su patenti e carte d’identità più lunghi di 35 caratteri, mentre dalle prossime settimane tale limite verrà aumentano fino a 40 caratteri per il cognome, altrettanti per il nome e 35 per il secondo nome.

Keihanaikukauakahihuliheekahaunaele è composto da 35 lettere, cui va però aggiunto un simbolo (okina) presente nel vocabolario hawaiano ed utilizzato per segnare il colpo di glottide. La signora ha ricevuto un nuovo certificato di guida ed una nuova carta d’identità. Il provvedimento della legge non ha però riguardato la social security, ancora strutturata su due righe da 26 caratteri l’una. La sua odissea iniziò durante un normale controllo stradale. Un poliziotto si rivelò decisamente stupito e domandò a Janice Keihanaikukauakahihuliheekahaunaele per quale motivo non avesse ancora accorciato il proprio cognome, facilitando in tal modo il lavoro degli addetti. La sua personale vendetta si è consumata oggi.

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Il cognome è troppo lungo. Sulla
patente non ci sta!

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Immaginate di avere un cognome lungo 36 lettere. Avreste decine di soprannomi, sareste un eroe per tutti gli amici e potreste ridere dell’incapacità altrui di leggere quello che in realtà sembra più uno scioglilingua. Pensate quindi di chiamarvi Janice Lokelani in Keihanaikukauakahihuliheekahaunaele, come una cittadina statunitense e vedova di mister Keihanaikukauakahihuliheekahaunaele. La signora è recentemente balzata agli onori delle cronache per la vera e propria battaglia ingaggiata con gli uffici preposti all’emissione dei documenti, secondo cui è impossibile produrre un certificato che riporti l’intero cognome.

Janice si è recentemente trovata nell’obbligo di rinnovare i propri documenti. L’ufficio del 50° stato degli USA le ha finora concesso di tenere l’intero cognome sulla carta d’identità, mentre tale ‘privilegio’ non l’è stato concesso per la patente. In questo caso si è scelto un compromesso: il cognome è stato accorciato ed il nome di battesimo eliminato. La signora pensava di ripetere questa operazione, ma un funzionario del dipartimento le ha esplicitamente domandato per quale ragione non avesse ancora accorciato il proprio cognome e facilitato quindi il lavoro degli addetti.

Tale affronto si è rivelato il prologo di una battaglia giudiziaria, che miss Janice ha voluto sostenere per non sentirsi discriminata e per mantenere vivo il ricordo del defunto marito. La sua vicenda – raccontata dal Daily Mail – ha spinto i vertici del Department of Transportation ad allungare il limite massimo per ogni cognome fino a 40 caratteri.
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