Fiat: prime indiscrezioni del piano industriale


La Fiat del futuro si svilupperà fra i tagli di oggi, seppur controbilanciati da un aumento della produzione. A poco meno di un mese (21 aprile) da quando Sergio Marchionne, amministratore delegato del Lingotto, illustrerà il piano industriale piano industriale 2010-2014, Repubblica ha fornito le prime indiscrezioni relative al contenuto dello stesso. Fiat taglierà 5.000 dipendenti distribuiti fra gli stabilimenti di Cassino (500 maestranze), Mirafiori (2.500) e Termini Imerese (1.600), con quest’ultimo destinato alla definitiva chiusura. Gli ultimi 500 operai potrebbero perdere il posto a Pomigliano, dove verrà portata a termine la produzione dei modelli Alfa Romeo.

Il piano di sviluppo si compone poi del passaggio relativo alla produzione italiana, che aumenterà del 50% (da 600.000 a 900.000 unità annue) grazie soprattutto al trasferimento della Panda III dallo stabilimento polacco di Tychy al sito di Pomigliano, oggetto di una riconversione già quantificata in 750 milioni di euro. la riorganizzazione degli impianti prevede di trasferire la produzione di Bravo, Delta, Alfa Romeo Giulietta ed un inedito crossover a Cassino - dove attualmente vengono assemblate Bravo, Croma e Delta -, mentre a Mirafiori avrà natali la MiTo ed una monovolume (conosciuta come L1) a cinque e sette posti erede della Idea.

I modelli prodotti in Italia caleranno comunque dagli attuali dodici ad otto, escludendo il contributo offerto dall’impianto Bertone a Grugliasco dove saranno prodotte alcune vetture dal sangue americano - con tutta probabilità Chrysler 300C e Jeep Grand Cherokee. Il gruppo Fiat ha poi in programma di avviare alcune linee di produzione anche in nord America, che daranno origine a sette prodotti per un volume complessivo superiore alle 350.000 unità annue. Queste auto saranno le Giulietta, Sportover e 169, le Lancia derivate da Chrysler 300C e Voyager più la Fiat 500. Il marchio di corso Agnelli proporrà poi una fantomatica “Tourney”, modello ancora sconosciuto.

Via | Repubblica (Ringraziamo i numerosi lettori per la segnalazione)

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