Fiat-Chrysler: il Lingotto verso il 68,49%

Fiat si avvia a rilevare un ulteriore 3,3% di Chrysler dal fondo VEBA, in attesa delle decisioni del tribunale del Delaware. Il Lingotto ha stabilito una valutazione di 254,7 milioni di dollari per questa quota e, se l’operazione andrà in porto, arriverà al 68,49% del capitale del gruppo americano.

Continua la telenovela della fusione Fiat-Chrysler. La notizia era stata anticipata da tempo, ma oggi abbiamo dati più precisi come riporta il sito Automotive News. L’azienda guidata da Sergio Marchionne ha infatti deciso di esercitare la terza opzione d’acquisto per una nuova quota del 3,3% dal fondo VEBA per una cifra di 254,7 milioni di dollari. Il fondo dei pensionati di Chrysler detiene ad oggi il 41,5% della casa costruttrice americana.

Resta da capire l’effettivo valore delle quote dato che, come è noto, questa valutazione è ancora soggetta alla sentenza del Tribunale del Delaware. Gli accordi sono stati firmati nel 2009 ed oggi vengono letti in modo profondamente diverso. La diatriba è nata sul primo pacchetto del 3,3% che Fiat quota 140 milioni e VEBA 340. Se dovesse prevalere la versione del VEBA il valore dell’intero pacchetto ancora in mano al fondo arriverebbe a 2,5 miliardi di dollari.

Il pacchetto di quote oggi effettivamente in possesso di fiat è congelato al 58,5%, come un anno fa. La decisione del Tribunale è pertanto fondamentale perché la valutazione della prima opzione si ripercuoterà su tutte le quote successive, fino al totale stabilito del 16,6%. Sul comunicato stampa di Fiat, che pubblichiamo integralmente in coda al post, si legge:

Fiat ha comunicato a VEBA la volontà di esercitare la sua opzione di acquistare una terza tranche della partecipazione detenuta da VEBA in Chrysler Group LLC, tranche pari a circa il 3,3% del capitale di Chrysler. Fiat pagherà un prezzo di esercizio determinato secondo gli accordi tra le parti sulla base di un multiplo di mercato (non eccedente il multiplo di Fiat) applicato all’EBITDA di Chrysler degli ultimi quattro trimestri pubblicati, meno il debito industriale netto. Questo importo deve essere ridotto in base all’accordo di un ammontare pari al “contingent value rights settlement price” (che, in forza dell’art. 2.2.(f) dell’accordo non può essere inferiore al 10% del prezzo di esercizio dell’opzione). Secondo il calcolo di Fiat, l’importo netto da pagare per l’acquisto di questa terza tranche della partecipazione di VEBA in Chrysler è pari a 254,7 milioni di dollari USA.


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