Michelin Pilot Sport 3: la nostra prova su strada


Michelin ha organizzato ad Almeria, in Spagna, la presentazione dinamica del nuovo pneumatico Pilot Sport 3, copertura d’alta gamma realizzata nelle misure comprese fra 16 e 19 pollici. Luogo del test è il centro prove CEMA (Michelin Experience Center Almeria), fra il parco naturale Cabo de Gata ed il mar Mediterraneo. Una lingua di terra arida, brulla, inospitale, con sparuti ciuffi d’erba a macchiare il terreno purpureo di una fra le regioni meno piovose d’Europa, ai piedi della Sierra Nevada.

I 4500 ettari dell’impianto spagnolo rappresentano in realtà una porta d’accesso all’inferno dantesco, popolato da famelici Caterpillar e vetture di servizio sporche di terra rossa come le scarpe di un tennista impegnato al Roland Garros. Presenze piacevolmente inquietanti, rese ancor più fascinose da una condizione meteorologica quanto mai particolare. “Ad Almeria non piove per più di dodici giorni l’anno”, si schermisce Jean Francois Beaupere, responsabile del prodotto sportivo per il mercato europeo e nostro ‘Caronte’. La stima si conferma esatta per un sesto proprio durante il nostro soggiorno.

“Il CEMA venne realizzato a partire dal 1973”, illustra Beaupere durante il percorso guidato, “e si dipana per oltre centodieci chilometri distribuiti fra 47 piste, molte delle quali non asfaltate”. Il sito nasce infatti per custodire lo sviluppo di pneumatici per il movimento terra, e solo in seguito ha accolto gomme per veicoli civili, autocarri, metropolitane ed automobili da competizione. “I test di affaticamento vengono svolti per riprodurre in tre mesi l’usura che un pneumatico vive in due anni. Anche polvere e sabbia sono fattori di stress, variabili da analizzare con attenzione”, prosegue Beaupere.









Certo, sentire che un grande e grosso Caterpillar svolge una serie di simulazioni sulla ‘giostra’ può sembrare paradossale, ma il nome rispecchia la natura del collaudo: il solerte muletto percorre un anello da 43 metri senza soste (24 ore su 24) e senza conducente, guidato solo da un campo magnetico e dalla leggera contropendenza della pista che aiuta a mantenere la traiettoria. Per le prove ad alta velocità, invece, i tecnici sfruttano l’ovale da 6.2 chilometri, in cui i mezzi pesanti vengono lanciati ben oltre i 100 km/h – superando, quindi, i limiti imposti dalla legge – per valutare la resistenza delle coperture: l’asfalto viene infatti utilizzato per monitorare il deterioramento della gomma, mentre per la durata si percorrono chilometri e chilometri su terra.




Abbiamo scritto ‘mezzi pesanti’. Ecco, dopo aver visto – senza la possibilità di scattare foto, per gli ovvi motivi di segreto industriale che attanagliano il CEMA – il CAT 797B ci sentiamo in dovere di riformulare tal concetto. Michelin è infatti l’unico produttore di pneumatici ad aver accettato la sfida lanciata dal produttore statunitense. “Una ruota non può avere un diametro maggiore di 4.03 metri, misura massima per il trasporto nei container”, spiega ancora Jean Francois Beaupere. “Per questo motivo abbiamo deciso di realizzare un battistrada largo 1.5 metri, cosicché ogni gomma possa sopportare oltre 100 tonnellate di carico”. Qualche numero: ciascun pneumatico ha un peso di 5.3 tonnellate ed un costo di 30.000 euro (90.000 se trasportato in aereo), è realizzato in caucciù ed incorpora un sensore che trasmette via radio, da tutto il mondo, eventuali malfunzionamenti ad un apposito centro di controllo.




Terminato il tour introduttivo, dopo un’ora di appetito, è l’ora della ‘Grande Abbuffata’: quattro turni di guida su asfalto con il Pilot Sport 3 opposto alla migliore concorrenza in funzione del determinato test. La pioggia e l’asfalto scivoloso hanno purtroppo limato le differenze fra le sessioni di ‘dry handling’ e ‘wet handling’, senza che vi fosse un riscontro in condizioni di asfalto asciutto. Poco importa. Il PS3 ha infatti dimostrato una versatilità senza pari, adattandosi senza scompensi a qualsiasi condizione di marcia o velocità.




L’efficacia del pneumatico francese è evidente già a partire dal primo test, svolto in contrapposizione a Continental SportCompact 3 e Dunlop Sport Max GT. La Volkswagen Scirocco TDI gommata Michelin mostra un comportamento più neutro, un incedere più composto ed esente da sottosterzo rispetto alle sfidanti: in fase di frenata, imboccando una curva dal raggio ridotto, la bontà telaistica della coupé tedesca viene esaltata senza dover alzare il piede dal gas per recuperare l’anteriore. Anche il ‘cervellone’ dell’auto ringrazia, perché deve attivare con minor frequenza i controlli di sicurezza.




Le virtù del nuovo Pilot Sport si riverberano al momento di pigiare con forza il pedale di mezzo, grazie alla presenza di un polimero denominato ‘Wet Grip Elastomer’, denso e flessibile, che permette al battistrada di filtrare l’acqua ed aumentare così il grip. Eravamo quantomeno scettici – lo ammettiamo – nel sentirlo magnificare, ma la prova di ‘wet breaking’ ha dissipato le perplessità. Il margine accusato dal Goodyear Eagle, sfidante, non si è mai attestato sotto i tre metri (certificati da sistema di rilevamento V-Box) nel corso dell’intera mattinata anche al variare delle condizioni atmosferiche ed al cambiare dei vari conducenti.





Una volta su strada aperta, nel test di guida, il pneumatico Michelin ha confermato le proprie virtù anche in presenza di asfalto meno curato e regolare, con un’insospettabile nonchalance nell’affrontare pozzanghere e ‘laghi urbani’. Guidando auto equipaggiate con cerchi da 18 pollici, quindi soggette a subire gli scompensi della guida su bagnato, il PS3 smaltisce l’acqua in eccesso presente negli intagli riducendo le conseguenze dell’acquaplaning: volante ‘vivo’ fra le mani e pneumatico saldo a terra. Grazie all’Anti Surf System, spalla dal profilo arrotondato (per evacuare grandi volumi d’acqua) conformata per non immergersi, potendo altresì offrire la stessa quantità di gomma al suolo rispetto ad un pneumatico standard.





  • shares
  • Mail
24 commenti Aggiorna
Ordina: