Nel 2010 non vi saranno incentivi auto. Al Senato è bagarre per Termini Imerese

Claudio Scajola - incentivi auto

Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, ha ribadito che nel corso dell’anno corrente il governo non sosterrà una campagna di incentivi per il settore automobilistico. "Il governo ha ritenuto che anche in Italia sia giunto il momento di tornare alla normalità del mercato dell'auto, non rinnovando gli incentivi e intensificando invece il sostegno alla ricerca e all'innovazione", ha spiegato il ministro nell’informativa al senato relativa al futuro dello stabilimento di Termini Imerese.

"Nello stabilimento di Termini Imerese sono impegnati 1.658 lavoratori. A questi se ne aggiungono altri 300 che operano nell'indotto. Si tratta quindi di 2.000 posti di lavoro in un territorio che offre scarse alternative di impiego. Per questa ragione, l'annuncio del nuovo Piano Fiat ha suscitato comprensibile preoccupazione tra i lavoratori e le loro famiglie, allarmate per il proprio futuro", ha illustrato Scajola. "La situazione specifica dello stabilimento siciliano va inquadrata nella prospettiva più ampia del settore automobilistico", prosegue il ministro, "che nell'ultimo decennio ha subito profondi cambiamenti. Bastano pochi dati per comprendere quanto sia mutato lo scenario: in Europa il numero dei marchi automobilistici è diminuito dai 58 del 1964 agli attuali 22; il numero dei modelli in produzione, per contro, è aumentato da 72 a più di 200".

"L'offerta di auto nel mondo è stata superiore alla capacità di assorbimento del mercato", prosegue il titolare del dicastero nella sua informativa": le aziende hanno aumentato considerevolmente la propria capacità produttiva, anche attraverso la realizzazione di molti nuovi impianti produttivi". "Il governo", conclude Scajola, "sta compiendo ogni sforzo per tutelare una realtà industriale di grande rilevanza economica e sociale per la Sicilia e per l'intero Mezzogiorno, assicurandole un futuro quando Fiat cesserà la produzione di auto nel 2012".

Il ministro Scajola ha poi rivelato l’esistenza di 14 differenti realtà interessate alla conversione dello stabilimento siciliano, suscitando la violenta reazione di Costantino Garraffa, senatore del Partito Democratico. Accusato di dire bugie sul futuro di Termini, Scajola ha replicato ("Lei non può permettersi di dire che il ministro sta dicendo delle bugie, si vergogni") a tono, obbligando il presidente Domenico Nania a sospendere la seduta.

Via | Corriere

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