Mercato USA: gli americani già stufi delle "piccole"

Hummer H2 e H3 Model Year 2009

La crisi mondiale ha spinto il mercato dell’auto statunitense verso quella che sembrava una rivoluzione del parco vetture circolante: non più SUV vicini ai 6 metri e Pick-up da 8000 cc, ma “piccole e modeste” compatte da soli 1800/2000 centimetri cubici. Sicuramente auto più adatte a fronteggiare l’impennata del petrolio dell’estate del 2008 quando un gallone di verde è arrivato a costare 4 dollari, 1.378 euro/litro.

Le vendite di auto compatte sono quindi salite alle stelle, lasciando le auto da oltre 2 tonnellate e 8 cilindri a prendere la polvere negli autosaloni. Tuttavia, passati gli entusiasmi iniziali per le auto salva portafoglio, con la crisi economica che si avvia alla conclusione, gli utenti d’oltre oceano cominciano a fare i conti con le proprie scelte ed insoddisfazioni.

Nello specifico, grazie ad una ricerca di mercato è emerso che, il 30% degli acquirenti di auto compatte, per le loro prossime auto vorrebbero più potenza; il 25% vuole più spazio; il 25% più tecnologia (il che è interessante se si pensa che molto dei veicoli di produzione americana hanno ancora motori ad aste e bilancieri e sospensioni a balestre; fra queste anche note hyper-car). Il 18% degli intervistati vorrebbe un'auto più sicura ed il 22% la vorrebbe più comoda. Ma è l’ultimo dato che chiarifica la situazione: solo la metà degli intervistati prenderà in considerazione una compatta come prossimo acquisto, mentre il 35% si orienterà sulle berline medie ed il 18% su crossover o SUV.

Hummer H2 e H3 Model Year 2009
Hummer H2 e H3 Model Year 2009
Cadillac Escalade Hybrid
Cadillac Escalade Hybrid

Cadillac SRX my2010
Cadillac SRX my2010
Lincoln MKT my2010
Lincoln MKT my2010

Inoltre, analizzando da vicino l’andamento delle vendite statunitensi si osserva che in un anno il mercato delle compatte e sceso del 15%; e con i prezzi dei truck scesi del 17% le vendite di questi ultimi sono in compenso salite del 23%. Come a dire “bigger is better”. Tanti auguri quindi a Fiat, Chrysler e a tutti quei costruttori che, nel tentativo di portare auto “piccole” oltreoceano, potrebbero avere più difficoltà del previsto.

Via | Autoblog.com (Grazie al nostro lettore "Co.Bra." per la segnalazione)

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