Magna rilancia su Opel ma la Merkel preferirebbe Fiat; Marchionne: "Duemila esuberi"


Dopo Fiat, anche Magna spinge più in alto la sua offerta su Opel: in un primo tempo il gruppo canadese intendeva tagliare 2200 posti di lavoro a Bochum (in Nordreno-Vestfalia). Ma dopo il secco respingimento del governatore della regione Juergen Ruettgers, Magna avrebbe predisposto un tavolo di trattativa per correggere il tiro. Ora si parla di esuberi per un totale di 2500/2600 posti nei quattro impianti tedeschi di Opel.

Intanto voci di corridoio assicurano che Angela Merkel appoggerebbe con maggiore convinzione il piano presentato da Fiat. Ma il ministro dell’economia Karl Theodor zu Guttenberg tira il freno: “Ci troviamo ora con tre offerte per il rilevamento di Opel. Ma questo non significa che una di queste automaticamente e per forza abbia effetto. Prima dobbiamo essere sicuri che le considerevoli risorse fiscali, che dovremo impegnare per questo, non vadano perse”.

Intanto uno scatenato Marchionne continua il suo “lavoro ai fianchi”: secondo l’ad Fiat, gli esuberi alla Opel saranno al massimo 2000 (dagli attuali 25.000 a 23.000 posti di lavoro. Un numero di licenziamenti ben diverso da quello pronosticato nell’ultimo comunicato stampa). “Il nostro piano – afferma - soddisfa meglio di ogni altro tutti i criteri. Chiunque sappia far di conto, anche nel mondo politico, è in grado di verificarlo. E diversamente dai nostri concorrenti, il nostro piano è un bastione contro l'esodo di tecnologia automobilistica dalla Germania e dall'Italia. Le nostre cifre sono oneste e non nascondono costi, che alla fine ricadrebbero sulle spalle dei contribuenti tedeschi”.

Marchionne fornisce assicurazioni certe anche al capitolo "pensioni e saldo debiti": “i 4 miliardi di obblighi pensionistici di Gm Europe sono calcolati nel nostro piano di finanziamento e a differenza degli altri competitori, Fiat dispone di un sufficiente ed elevato cash-flow, superiore a 3 miliardi di euro all'anno. Oltre a ciò, ci sono 1,5 miliardi di euro di sinergie con Gm Europe, compresa Opel, che ci consentiranno di restituire le garanzie statali al massimo entro 5 anni”.

L’ad Fiat non si fa nemmeno sfuggire l’occasione per tirare un bel colpo alla principale concorrente, la Magna: “Se uno dei miei venisse da me con un piano simile il giorno dopo si ritroverebbe senza lavoro. Magna si comporta come se avesse scoperto la Russia, mentre probabilmente conosciamo meglio noi quel mercato. Il mercato automobilistico russo è crollato del 50% negli ultimi sei mesi e non può assorbire le scorte di Opel senza mettere a rischio l’industria locale”. Sergio Marchionne mette in guardia anche i sindacati tedeschi, fin dall’inizio schierati con Magna: “Sperano che il suo piano non comporterà nessun taglio alla produzione, ma temo che si sbaglino. E purtroppo di grosso”.

Via | Corriere

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