Marchionne su Opel: "Faremo un gruppo paneuropeo"

L'ad Fiat Sergio Marchionne sta giocando in queste ore una partita importante: convincere i tedeschi che Fiat potrebbe essere la chiave di volta per la "questione Opel". In un'intervista al quotidiano "Bild" l'ad Fiat illustra il suo piano di rilancio, spiegando che "i tempi sono cambiati" e che se si vuole sopravvivere bisogna mettere da partei pregiudizi. Vi proponiamo quindi i passaggi più importanti dell'intervista registrata poche ore prima delle dichiarazioni dell'altro pretendente, la Magna international.

L'industria dell'auto è in crisi, perché creare proprio adesso un nuovo Gruppo automobilistico?

È questo il momento giusto! La crisi finanziaria ha messo sottosopra l'economia mondiale. Due anni fa i maggiori produttori erano americani, oggi stanno dietro. La soluzione che stiamo trattando è la migliore per i Paesi coinvolti: Germania, Gran Bretagna, Spagna, Italia, Svezia, Belgio, Polonia e Stati Uniti. Non riguarda solo la Germania e l'Italia: è una soluzione paneuropea!

La Opel sopravviverà?

Nelle mani giuste, la Opel ha un ottimo futuro davanti a sé. La qualità delle auto è indubbia, però le vendite non sono dello stesso livello. Il management della Opel sta lavorando bene e noi vogliamo aiutarlo.

Fiat e Opel producono auto molto simili, c'è il rischio di sovrapposizione!

Io non la penso così. Ma quello che è davvero importante è che potremo costruire auto su piattaforme comuni risparmiando moltissimo, così come già facciamo con la Grande Punto e la Corsa.

I sindacati temono che l'accordo con Fiat possa portare a licenziamenti collettivi. Come rispondete?

Non chiuderemo nessuno dei quattro impianti Opel in Germania, però naturalmente dovremo ridurre il personale. Opel non potrà mai guadagnare se non diventa più snella. Mi dispiace, ma questa è la realtà.

Il Governo tedesco favorisce manifestamente la Magna per un ingresso in Opel. Come lo convincerete?

La Magna vuole accedere a Opel con l'aiuto russo. Se il Governo tedesco la trovasse una buona soluzione mi sorprenderei. Il nostro piano è formare un vero grande gruppo europeo che abbia successo in tutto il mondo. Con Chrysler e Opel, Fiat diventerebbe il secondo gruppo mondiale!

Vi accusano di voler accedere agli aiuti statali tedeschi...

Ma se siamo l'unico costruttore europeo che non ha chiesto aiuti di Stato!

In Germania inizia la campagna elettorale. Questo renderà i negoziati più difficili?

Purtroppo, non li rende più facili. Ma io cerco di convincere con i fatti. La politica dei partiti non dovrebbe giocare un ruolo determinante.

Conosce il gioco di parole secondo cui Fiat sarebbe l'acronimo di "Fehler in allen Teilen", "errori da tutte le parti"?

Quello è il passato! Fiat oggi è un'azienda completamente diversa che produce auto totalmente differenti rispetto a qualche anno fa. Abbiamo triplicato le nostre vendite in Germania, quindi la nostra immagine non può essere così negativa.

I lavoratori tedeschi temono di essere "comandati" dagli italiani...

Io sono canadese. Per la Fiat lavorano oggi 200.000 persone e non sono certo tutte italiane. Siamo un'azienda internazionale che ha sede in Italia. Per me la sede centrale del nuovo Gruppo Fiat-Opel potrebbe essere sia in Germania sia in Italia.

Via | Quattroruote

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