Accordo Fiat-Chrysler: le possibili strategie future per modelli e fabbriche

Accordo Fiat-Chrysler: le possibili strategie future per modelli e fabbriche

Dopo l'annuncio del Presidente USA Barack Obama sulla sigla dell'accordo tra Fiat e Chrysler, ecco le possibili strategie che verranno messe in atto nel prossimo futuro da parte delle due case per quanto riguarda modelli e fabbriche. Dalle prime indiscrezioni trapelate, sarà l'Alfa Romeo a godere dei primi benefici di questo accordo. Sono due le vetture che la Casa del biscione potrebbe assemblare negli Stati Uniti: Milano e Giulia, eredi rispettivamente di 147 e 159. La Milano dovrebbe essere commercializzata a partire dal 2010, mentre la Giulia - che sarà declinata nelle varianti berlina e Sportwagon - sarà pronta non prima del 2011.

Le auto basate sulle piattaforme Fiat di segmento A - tra cui la 500 e una piccola Jeep derivata dalla Panda 4x4 - dovrebbero essere prodotte nella fabbrica messicana di Toluca. A Belvidere III, in Illinois, potrebbero essere assemblate le future generazioni di Chrysler Sebring e Dodge Avenger. Così, entro il 2013, la Chrysler dovrebbe giungere a produrre circa 500-600 mila vetture l'anno basate sulle piattaforme del gruppo torinese.

Restano da definire, comunque, le innumerevoli sinergie che possono essere messe in piedi, soprattutto per quanto riguarda lo scambio di know how su motori e altre parti meccaniche. Dando un'occhiata al portfolio delle due Case, si deduce che Chrysler, Jeep e Dodge forniranno i pianali per grandi berline, ammiraglie e Suv, mentre Fiat, Abarth, Alfa Romeo e Lancia dispongono di ottime piattaforme per compatte, citycar e crossover.

Inoltre, Fiat e Chrysler dovranno ben coniugare i possibili intrecci tra le 30 fabbriche del Gruppo di Auburn Hills e i 178 impianti del Lingotto. Senza contare l'enorme forza lavoro - 55 mila dipendenti per Chrysler e 185 mila dipendenti per Fiat - e i quasi 10 mila punti vendita sparsi in tutto il globo: 3.300 per la Casa di Detroit e 6.500 per quella torinese. Infine, i due milioni di auto prodotte all'anno da Chrysler e i 2.700.000 di vetture l'anno assemblate da Fiat permetteranno notevoli economie di scala, sia dal punto di vista industriale che commerciale.

Via | Repubblica (Grazie a libertino per la segnalazione)

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