Nuove informazioni sulla Zolfe Orange

La Zolfe Orange, già vista come prototipo al salone di Birmingham nel 2008, è una piccola compatta sportiva inglese che finalmente diventa realtà. Le automobili sono come il cibo. Attualmente al mondo migliaia di cuochi lavorano giorno e notte per azzeccare nuovi gusti ed abbinamenti. Come le automobili dicevamo; suv, suv coupè, berlina coupè, sav,


La Zolfe Orange, già vista come prototipo al salone di Birmingham nel 2008, è una piccola compatta sportiva inglese che finalmente diventa realtà. Le automobili sono come il cibo. Attualmente al mondo migliaia di cuochi lavorano giorno e notte per azzeccare nuovi gusti ed abbinamenti. Come le automobili dicevamo; suv, suv coupè, berlina coupè, sav, mpv. Ma quanto di tutto ciò svolge veramente bene un compito ?

Ci risiamo, uscire da un ristorante ed avere ancora fame, cercando nella propia cucina di casa pentola, spaghetti e olio. Proprio come pretendere di divertirsi sul passo dello Stelvio con un bestione da due tonnellate e mezzo, cerchi da 21 pollici e linea posteriore sfuggente. La Orange è identica al frutto che porta il suo nome. Essenziale, succosa, incisiva, classica nella linea immortale e nei contenuti.


Niente di innovativo quindi, ma sostanza allo stato puro per divertire e Guidare. L’auto sviluppata da Stadco, fornitore di marchi del calibro di Land Rover, Jaguar, Aston Martin e Ford, non vuole essere una “arancia” che sa di pollo. Motore anteriore ford duratec da 2.3 litri di cilindrata 4 cilindri 185 cavalli che servono a muovere i 700 chilogrammi del veicolo. Un telaio a tralicci studiato per contenere il 95% della popolazione maschile con casco, ben allacciato oltre a luci sempre accese, dotato di rigidità e precisione per garantire alla leggera sportivetta il giusto handling con relativo ed adeguato grado di sicurezza alle esigenze dei nostri tempi.


Il reparto trasmissione prevede un cambio a 6 velocità ed un differenziale a slittamento limitato. L’auto dotata di freni AP racing poggia su pneumatici Avon, controllati e tenuti al terreno da sospensioni sviluppate da MTCe, lo stesso specialista che ha fornito 4 team di Formula Uno nel 2008 e la Catheram. Proprio da quest’ultima marca inglese proviene una delle menti del progetto; Jez Coates, ex direttore tecnico del costruttore di Seven non Lotus più famoso al mondo. La linea: inutile dire che a me piace. Sarà per il gusto retrò, sarà perché mi ricorda molte supercar che hanno fatto storia, risulta equilibrata, elegante e grintosa nel modo classico.


Nota finale, il prezzo: circa 30.000 Euro per la versione base, con una produzione di circa 30 esemplari l’anno destinato in massima parte agli Stati Uniti, con la possibilità futura di aggiungere anche una versione roadster. Speriamo solo di vederla anche sulle nostre strade, con guida “continentale” e che non rimanga una pagina del libro sogni possibili.

Via | Motorspain

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