Mille Miglia 2013: il sogno è vivo

Della Mille Miglia 2013 è già stato scritto molto. La storia, il percorso, il meteo, il pubblico, ed ovviamente i vincitori Juan Tonconogy e Guillermo Berisso, su una Bugatti T40 del 1927. A questo punto rimane da porsi una sola domanda: ma cos'è la Mille Miglia?


Durante il percorso che ci ha portato da Roma a Brescia, ci siamo interrogati più volte sul significato della Mille Miglia di oggi. Certo, dall' "alto" della nostra nuova fiammante Mercedes Classe E, possiamo dire che la nostra passeggiata è stata più che confortevole. Aria condizionata durante le ore più calde, al riparo ovviamente durante i tratti sotto la pioggia, musica quanto basta e sistemi di sicurezza all'avanguardia. Cosa volere di più? Se il viaggio fosse semplicemente spostarsi, avremmo sicuramente vinto.

Ma è proprio quanto accosti una vettura d'epoca, magari una spyder, con pilota e "meccanico" alla mercè del meteo, che ti rendi definitivamente conto di cosa sia stato l'automobilismo. Rumore, puzza dei gas di scarico, sedili spesso scomodi in spazi angusti, il tutto incrociando le dita che tutto vada bene e che nulla si guasti. Razionalmente ci sarebbe da lasciar perdere e dedicarsi ad altro. E invece no, come sappiamo il bello è questo, la sfida dell'uomo verso i limiti della tecnica, lo spirito di avventura che rapiva i nostri nonni e che ancora oggi ci affascina.

Trovano difficilmente spazio nelle cronache le auto che ufficialmente non fanno parte della corsa, ma alle quali dare delle "imbucate" sarebbe un po' troppo. Ti accorgi allora che insieme ed attorno ai "mostri sacri" girano anche club di 500, Mini e Spitfire, ma non solo, in una sorta di accompagnamento tutto sommato ben voluto da tutti.










Il percorso attraversa città e piccoli paesini, con una euforia che contagia tutti, senza limiti di età o estrazione sociale. In alcuni punti si formano ali di folla che salutano e che rispondono con entusiasmo a qualsiasi colpo di clacson o sgasata che sia.

Fotografi professionisti e dilettanti assiepati nei punti più improbabili per immortalare il passaggio della carovana, alcuni confabulano tra loro, altri controllano i propri scatti, altri ti salutano mentre sei tu che fotografi loro.

Citiamo pure quei pazzi del Circolo Culturale "Il Grigino" di Monteroni d'Arbia, che con il loro PIT-STOP-pino, fermano le vetture per un simpatico quanto rapido Stop and Go. Le espressioni di sopresa si mescolano a quelle di meraviglia anche quando le auto attraversano posti magici come Piazza del Campo a Siena o Piazza della Signora a Firenze. E quanto si arriva sulla Futa, realizzi che c'è chi è arrivato dall'estero per starsene tutto il giorno sullo stesso tornante ad ammirare il passaggio della Mille Miglia.

Mille Miglia 2013
Mille Miglia 2013
Mille Miglia 2013







Perchè, tornando alla domanda iniziale, la Mille Miglia che abbiamo vissuto è la più grande festa dell'automobile in movimento che si possa vedere. Osservare il passaggio di quei "bolidi" è un po' tornare indietro, quando l'automobilismo significava libertà. Bistrattata, colpevolizzata, tartassata: negli ultimi tempi si è detto e si è fatto molto, fin troppo, per portarci via il sogno dell'automobile. Secondo noi non ci sono ancora riusciti, e finchè ci saranno manifestazioni come la Mille Miglia, non ce la faranno mai.

Mille Miglia 2013
Mille Miglia 2013
Mille Miglia 2013
Mille Miglia 2013







P.S. Nella nostra Fotogallery della Mille Miglia 2013 ci sono più di 150 immagini: vi consigliamo di sfogliarle tutte!

Foto Credit | Marco Valerio Condorelli, Gianluca Pezzi

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